Katrina, 10 volte più potente di una «bomba H»

da Milano

L’uragano Katrina è il sesto a colpire quest’anno gli Stati Uniti e rischia di diventare il più devastante. Ma ogni anno sono molti i fenomeni atmosferici simili che si abbattono su vari Paesi del mondo assumendo nomi diversi. La più violenta manifestazione delle depressioni tropicali - una sorta di grande «valvola» che scarica l’eccesso di energia che si accumula in quelle zone - è chiamata ciclone o uragano sulle coste dell’Atlantico, tifone nell’Oceano Indiano. È capace di sviluppare una potenza pari a 200 chilotoni, dieci volte quella prodotta dalla bomba atomica scoppiata ad Hiroshima. Questo fenomeno meteorologico interessa esclusivamente i mari caldi e solo in alcuni periodi dell’anno. L’aria calda, più leggera, si alza e aspira in alto l’umidità del mare formando delle nuvole. Anche i venti risalgono e conferiscono alle nuvole un movimento a spirale, attorno a una zona di calma relativa chiamata «occhio del ciclone». Questi fenomeni tropicali, con diametro da 300 a 1.000 km, percorrono migliaia di chilometri, per circa una settimana, a una velocità di 20-25 km/h su percorsi difficilmente prevedibili: a volte compiono una traiettoria ad anello, tornando sul luogo già devastato dal loro primo passaggio fino a quando, giungendo sul continente, perdono progressivamente potenza. Intorno alla zona di depressione, si formano venti fino a 300 km orari e l’umidità portata in alto si condensa e ricade al suolo sotto forma di piogge intense. Il livello del mare può alzarsi di parecchi metri provocando inondazioni.
Si chiama Saffir-Simpson la scala che determina l’intensità di cicloni e uragani nell’Oceano Atlantico e nel nord-est del Pacifico: il ciclone categoria 5 è catastrofico. Ha venti oltre i 250 km/h, livello del mare cresciuto di oltre 5,60 m. Poche porte e finestre resistono, i vetri esplodono, numerose abitazioni distrutte. Danni gravi ai piani inferiori delle abitazioni fino a 1 km dalla linea di costa e fino a una quota di 5 m sul livello del mare. Evacuazione della popolazione consigliata fino a 6 km all’interno. I cicloni della categoria 5 sono rari.