Kaufmann rilegge il «Nabucco» pensando a Rossini

Nabucco di Giuseppe Verdi, opera epica, affresco corale, storia di popolo e primo «saggio» del Verdi maturo, nonostante la non matura età del musicista, torna alle Terme romane, suo luogo ideale di rappresentazione, con quello stesso spettacolo che vi debuttò nel 2004. La scena per il Nabucco, che la vasta platea si troverà davanti agli occhi è quella dei ruderi delle terme, più suggestiva di tante scenografie posticce: i due mastodontici propilei laterali, che un tempo delimitavano lo storico palco, sono arretrati sullo sfondo; nel mezzo archi e mura, sapientemente illuminati; avanti il palcoscenico non «invasivo». Quelle rovine suggeriscono allo spettatore, a seconda dei casi, ora la Gerusalemme, città sacra degli ebrei, ora Babilonia luogo d’esilio, dove risuonerà, carico di nostalgia per la patria lontana, il celebre Va pensiero; nell’un caso e nell’altro, con pochi attrezzi in scena: il candelabro dai sette bracci, per il tempio di Gerusalemme; per Babilonia, gli archi blu cobalto delle sue grandiose porte.
Il regista/scenografo Jacobo Kaufmann, argentino, rilegge Verdi pensando a Rossini, al suo Mosè in Egitto, opera-oratorio, modello dichiarato del Nabucco verdiano, e trasforma l’opera in un grande oratorio in costume, con i bei costumi disegnati da Anna Biagiotti. Per tutti gli ebrei, morbide tinte pastello; colori più accesi per i Babilonesi, dal re alla figlia-schiava Abigaille, ai soldati. Se lo spettacolo sarà pressoché identico, con i dovuti aggiustamenti dopo l’esperienza passata e le critiche di immobilismo rivolte al regista, diversa in tutti i ruoli appare la compagnia di canto scritturata per questo atteso ritorno.
Sul podio il giovane Antonio Pirolli. Nel ruolo principale di Nabucco arriva Carlo Guelfi, baritono dalla storia lunga e gloriosa; il ruolo di Zaccaria sarà sostenuto per quasi tutte le recite da Samuel Ramey, basso-baritono, da oltre tre decenni sulla breccia; Andrea Gruber darà voce ad Abigaille (in queste stesse settimane, nel medesimo ruolo, la Gruber canta anche all'Arena di Verona); mentre Tiziana Carraro sarà Fenena; e nel ruolo di Ismaele, infine, Claudio Di Segni.
La proiezione di sottotitoli potrebbe aiutare il pubblico di Caracalla a comprendere la vicenda ed a seguire il testo, non importa se il linguaggio del libretto di Temistocle Solera, sia antico e sovraccarico di immagini non sempre comprensibili e se a Caracalla si parli inglese, tedesco, e giapponese, oltre che italiano. Perché l’Opera non provvede?
Terme di Caracalla. Nabucco di Giuseppe Verdi. Ore 21. Repliche venerdì 20, martedì 24, giovedì 26 e sabato 28.