Kazuyo Sejima A Venezia è direttrice un’archistar

Kazuyo Sejima è stata nominata ieri dal Consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, direttrice del Settore Architettura, con lo specifico compito di curare la 12ma Mostra Internazionale d’Architettura che si terrà a Venezia, ai Giardini e all’Arsenale, dal 29 agosto al 21 novembre 2010. È la prima donna a dirigere il Settore Architettura della Biennale. Il Padiglione Italia è stato invece affidato a Luca Molinari. Nato nel 1966, laureato nel 1992 alla Facoltà di architettura di Milano, Molinari è professore associato di storia dell’architettura contemporanea nella Seconda Facoltà di Architettura «Luigi Vanvitelli», Napoli. Negli ultimi anni, Molinari è stato incaricato dell’allestimento e della curatela di diversi eventi legati al mondo dell’architettura contemporanea.
Nata in Giappone, nella prefettura di Ibaraki, nel 1956, Kazuyo Sejima è una protagonista dell’architettura contemporanea. Tra le opere da lei firmate figurano il «New Museum of Contemporary Art» di New York (nella foto), il «Serpentine Pavilion» di Londra, il «Christian Dior Building» di Omotesando (Tokyo) e il «21st Century Museum of Contemporary Art» di Kanazawa. In relazione alle sue idee per la Biennale, Kazuyo Sejima ha dichiarato: «La Biennale deve essere tutto e ogni cosa, fondamentalmente inclusiva». Questo il punto di partenza: «Potrebbe essere il concetto di confine e l’adattamento dello spazio. Questo potrebbe includere sia l’eliminazione dei confini, sia la loro evidenziazione». Queste invece le domande alle quali si cercherà di rispondere: «Forse l’ossimoro può rappresentare un nuovo paradigma produttivo; possono tali binomi (intersezioni di pubblico/privato, globale/locale, artificiale/naturale, monumentale/mondano, complesso/semplice, simbolico/pragmatico, falso/autentico, attivo/passivo, spesso/sottile) portare a una dualità in grado di sfumare questi confini? Come può l’inaspettata interdipendenza di spazi straordinari creare un dialogo collettivo/simbiotico tra elementi prossimi?». Tutto chiaro, no?