k.d.lang, moderni madrigali dal profondo dell’anima

Un salmo dedicato all’amore, scritto e cantato con voce di sogno e dolcezza attonita, e intanto gli archi liberano il loro tema arioso, la chitarra scandisce con garbo pudico: k.d. lang apre così, col flusso onirico di I dream of spring, il suo nuovo album. Album che è un viaggio nella coscienza raccontato da una moderna madrigalista, tuttavia non estranea a saltuarie veemenze e a scansioni qua e là più nervose (Coming home). E comunque magnifica quando usa, per i suoi quadri intensi e introspettivi, la levità dell’acquarello o la tinta umbratile della tempera, piuttosto che la lucentezza dei colori ad olio, o la prospettiva dell’affresco. Insomma, un disco stregante, proprio per il suo calarsi nel fondo dell’animo per coglierne bagliori, tepori e riflessioni preziose.

k.d.lang Watershed (Nonesuch)