«Ke ’nnamo a ffa’ fomento?» Il romanesco ai tempi del T9

Dal muretto al cellulare, dai discorsi-fiume al linguaggio compresso in 160 caratteri spazi inclusi. Il romanesco ai tempi del T9 (per i novizi: è il sistema di scrittura automatica del cellulare) si è fatto immediato e ancora più tagliente, specie tra i giovani che ne fanno uso e abuso nelle decine di sms che si scambiano ogni giorno.
La regola di base è quella di risparmiare spazio. Così «che» si abbrevia in «ke», «sei» si scrive «6», «per» diventa «x» e così via. Dunque per darsi un appuntamento, gli adolescenti della capitale digitano frasi del tipo «Ke se beccamo dopo?», «Nnamo a fa’ fomento?» o «Stasera ’nnamo a drinkare?». Le contaminazioni con l’inglese sono molto frequenti, complice il fatto che vengono riconosciute dal sistema di scrittura intuitiva dei telefonini. Allora dormire si trasforma in sleepare e scalare di un posto a tavola in shiftare. Ma accanto ai (...)