Un kennediano senza pentimenti

Nato a New York nel 1941 da genitori ebrei non praticanti, Richard
Holbrooke completò i suoi studi politici alla Princeton University e
iniziò la carriera diplomatica nel 1962, durante la presidenza Kennedy
del quale era un convinto sostenitore

Nato a New York nel 1941 da genitori ebrei non praticanti, Richard Holbrooke completò i suoi studi politici alla Princeton University e iniziò la carriera diplomatica nel 1962, durante la presidenza Kennedy del quale era un convinto sostenitore. Lasciato il dipartimento di Stato nel 1972, per lavorare alla rivista «Foreign Policy», nel 1976 collaborò alla campagna elettorale di Carter per la Casa Bianca e nel 1977 divenne il più giovane diplomatico a ricevere l’incarico di responsabile del dipartimento di Stato per l’Asia orientale e il Pacifico. Dal 1981 al 1993, durante la presidenza Reagan, lavorò a Wall Street e quando gli addetti ai lavori già lo vedevano ambasciatore a Tokyo, fu designato da Clinton ambasciatore nella Germania appena riunificata. Grazie all’inaspettato incarico iniziò a occuparsi del Vecchio Continente e nel 1995, da responsabile del dipartimento di Stato per l’Europa, fu il maggior artefice dell’accordo di Dayton che concluse il conflitto in Bosnia. Un anno più tardi lasciò di nuovo l’amministrazione per diventare vicepresidente della banca d’affari Credit Suisse First Boston ma da «privato cittadino» continuò a occuparsi di Balcani su mandato di Clinton, prima di diventare nel 1999 ambasciatore all’Onu.