Dal Kenya con amore: un successo con i fan del nostro quotidiano

Vivo «il Giornale» da oltre vent'anni. Tutti i giorni. Ho imparato che il rapporto tra i lettori e questa testata è qualcosa di speciale e diverso da tutti gli altri quotidiani. Ma che cosa sia realmente l'ho capito in questi giorni, in Kenya, travolto dall'affetto e dalla partecipazione di quanti - e sono stati tanti - hanno aderito alla nostra iniziativa. «I Viaggi de il Giornale», una tradizione che sempre mi sono chiesto perché fosse stata abbandonata e che ora ho visto rinascere grazie al Direttore, Mario Giordano, che ha creduto nei progetti che gli ho presentato.

Progetti che non avrebbero rappresentato nulla senza i nostri ineguagliabili lettori. E non mi riferisco soltanto ai 130 che sono venuti in Kenya accompagnati da Luciano Gulli e dal sottoscritto. Ma anche a tutti quelli che, da due mesi, scrivono e telefonano quotidianamente in redazione per avere notizie del viaggio in Terrasanta con Andrea Tornielli - che finalmente ora abbiamo messo a punto -, di quello in crociera con Mario Cervi e di tutti quelli che abbiamo annunciato e ai quali stiamo ancora lavorando.

Ora Emanuela, Paolo, Michela, Franco, Gabriella, Saul, Stefania - solo per citarne alcuni, senza voler far torto a nessuno - non sono più soltanto dei nomi. Con loro e con tanti altri ho trascorso una settimana a Malindi durante la quale ci siamo conosciuti e raccontati. Sono davvero una «grande famiglia», di estrazione eterogenea e trasversale. Dall'impiegato che lavora in una coop emiliana - e che, ancora oggi, deve leggere il nostro Giornale di nascosto - al grande imprenditore edile di Roma; dall'operaio di Sesto San Giovanni all'avvocato di San Remo; dal pensionato di Firenze alla ricercatrice universitaria di Napoli; dal medico condotto della provincia di Catania al primario ospedaliero di Torino. Tutti uniti dalla curiosità, dalla passione per la vita, dalla voglia di fare e di partecipare. Capaci di emozionarsi davanti allo splendore faunistico e paesaggistico della savana. Ma anche di commuoversi di fronte alle centinaia di bambini di colore incontrati nella scuola costruita e gestita in Kenya da nostri connazionali. Orgogliosi della loro bandiera, non solo di quella italiana ma, come mi hanno spiegato, di quella de il Giornale, che li rappresenta e gli dà voce.