Kenya, due suore rapite da banditi somali

Due suore italiane sono state rapite da miliziani somali, in Kenya. Un sequestro mirato e ben pianificato con un’azione militare che ha messo a ferro e a fuoco El-wak, una cittadina nel Nord Est del Paese a un passo dalla frontiera con la Somalia. Le consorelle, entrambe di Cuneo, sono Maria Teresa Olivero, 61 anni, e Caterina Giraudo, 67 anni. Il blitz del rapimento è scattato poco prima della mezzanotte di domenica. Una sessantina di uomini armati si sono infiltrati in città, attaccando con granate e razzi un posto di polizia kenyota. Altri testimoni parlano di 200 assalitori. Forse un’azione diversiva, perché la banda si è diretta a colpo sicuro verso la casa del Movimento Contemplativo Missionario Padre de Foucauld, dove dormivano le religiose. «Alla mezzanotte e mezza di ieri sera (fra domenica e lunedì) - ha raccontato un’altra religiosa all’agenzia missionaria Misna - è squillato il cellulare dei confratelli a Mandera, che abitano a 200 metri dalla nostra casa. La chiamata proveniva da El-wak, dal cellulare di suor Maria Teresa, ma nessuno ha risposto. Abbiamo provato a richiamare, ma ancora non rispondeva nessuno, fino a quando un ufficiale di polizia nostro amico ci ha confermato che erano state rapite».
Fonti della polizia e amici della confraternita, spiega la suora, «hanno detto che oltre 200 uomini armati, a bordo di una ventina di macchine, hanno attaccato la cittadina nella notte e che i colpi d’arma da fuoco erano indirizzati principalmente contro la casa delle missionarie». La «battaglia» sarebbe durata mezz’ora e alla fine i sequestratori hanno portato via le due suore italiane assieme a personale somalo. Gli ostaggi sono stati caricati su tre o quattro macchine e furgoncini rubati a organizzazioni umanitarie locali. «Quegli uomini non cercavano soldi. Cercavano loro (le suore, nda)» ha dichiarato Don Pino Isoardi, responsabile del movimento contemplativo missionario ai microfoni di Radio Vaticana. Secondo il responsabile del distretto di El-wak, Ole Tuti, «i banditi hanno usato armi pesanti, piazzate sui tetti dei loro mezzi spazzando la città con i proiettili». Il convoglio dei sequestratori si è diretto verso la Somalia. Gli ostaggi sarebbero stati portati a Bar Dheera, una località della Somalia meridionale poco distante dal confine con il Kenya. «La firma è quella degli Al Shabab – spiega al Giornale una fonte del governo transitorio somalo –. Hanno bisogno di soldi e chiederanno un riscatto». Gli Shabab sono i giovani miliziani delle Corti islamiche, legati ad Al Qaida, che stanno rialzando la testa dopo essere stati spazzati via dall’attacco etiopico dello scorso anno. Proprio in questi giorni il ministro della sicurezza nazionale kenyota, George Saitoti, aveva annunciato l’aumento degli effettivi al confine fra Somalia e Kenya per evitare infiltrazioni. Nairobi sta addestrando 20mila uomini del futuro esercito nazionale somalo contro quel che resta delle Corti islamiche.
Suor Caterina Giraudo, per tutti Rinuccia, è originaria di Boves, suor Maria Teresa Olivero è di Centallo, sempre in provincia di Cuneo. Si occupano dei bambini più sfortunati a cominciare da quelli malati di epilessia. La zona, seppure in Kenya, è abitata in maggioranza da clan di musulmani somali. Alcuni in guerra fra loro per il controllo di terre e bestiame. Le autorità di Nairobi sono intervenute per disarmare le fazioni. In un primo momento si pensava che il rapimento potesse essere una reazione di qualche clan locale alla repressione, ma poi si è fatta strada l’ipotesi di bande di Al Shabab. I capi tribù locali si sono subito impegnati ad aprire una trattativa per la liberazione delle due suore, che non godono di ottima salute. Il ministero degli Esteri italiano osserverà il silenzio stampa. Dal canto suo, il presidente del Senato, Schifani ha espresso «profonda preoccupazione per il rapimento».
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