Kenya, due suore rapite da un commando armato

Suor Caterina Giraudo e suor Maria Teresa Oliviero, 67 e 61 anni, di Cuneo, rapite a El Wak nel distretto keniota di Mandera, poi portate in territorio somalo. Il Papa chiede il rilascio immediato

Mogadiscio - Due suore italiane di 61 e 67 anni sono state rapite a Elwak, nel distretto settentrionale keniota di Mandera, al confine con la Somalia, da un commando armato somalo appartenente al gruppo al Shabab. Lo hanno riferito fonti governative, sottolineando che i rapitori hanno anche rubato due veicoli. La notizia è stata confermata dalla Croce Rossa internazionale, da fonti locali e dall'unità di crisi della Farnesina. Il sequestro è avvenuto intorno a mezzanotte. Le religiose sono state rapite dai loro alloggi dov'erano impegnate in una missione per valutare la gravità del problema della siccità, quindi sono state trasferite in territorio somalo.

Le due suore Suor Caterina Giraudo e suor Maria Teresa Oliviero, rapite la scorsa notte nel nord del Kenya, sono entrambe originarie della provincia di Cuneo e hanno rispettivamente 67 e 61 anni. Lo ha precisato alla Misna don Pino Isoardi, responsabile del Movimento Contemplativo Missionario Padre Charles de Foucauld di Cuneo a cui appartengono le due religiose. Le due religiose si trovavano in Kenya da molti anni, dove lavoravano con i profughi somali, ha aggiunto Isoardi. Suor Giraudo, infermiera, lavorava soprattutto con i malati di epilessia. Le due suore sarebbero dunque "molto esperte".

Il Papa: "Rilasciatele subito" "Il Papa è stato prontamente informato. Seguiamo la vicenda con preoccupazione e chiediamo che il rapimento si risolva in modo positivo nel più breve tempo possibile". Lo ha detto padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della santa Sede. "In Vaticano si segue la vicenda, anche attraverso la nunziatura - ha detto il portavoce vaticano - si partecipa alla preoccupazione, si auspica che la cosa si risolva in modo positivo nel più breve tempo possibile".

In Africa da anni Le due suore rapite sono da 35 anni in Kenya e da 25 prestano la loro missione nella casa di fraternità di El Wak, nel nord-est del Kenya. Lo racconta don Isoardi, responsabile del movimento contemplativo missionario De Foucauld di Cuneo, dove le religiose hanno avuto la loro formazione. Suor Caterina Giraudo, per tutti Rinuccia, è originaria di Boves (Cuneo), suor Maria Teresa Oliviero è di Centallo, sempre in provincia di Cuneo. "Nella fraternità di El Wak - spiega don Isoardi - è stato creato un piccolo ambulatorio e una casa di accoglienza dove vengono assistiti disabili, epilettici, malati di tubercolosi". La piccola struttura si trova al confine con la Somalia, dove le suore sarebbero state condotte dai sequestratori. "Abbiamo avuto notizia del rapimento la scorsa notte - conferma don Isoardi - le autorità ci hanno pregato di essere molti riservati perché, grazie agli anziani del posto, si sta cercando di individuare i sequestratori e di avere un contatto con loro".

Una vittima Intanto, ieri un altro operatore umanitario è stato assassinato nella cittadina di Jamame, a nord di Chisimaio, in Somalia, roccaforte dei miliziani fedeli alle deposte Corti islamiche. Si tratta di Mohamud Sakow, responsabile locale della fondazione benefica americana "Mercy Corps". È stato aggredito e crivellato di proiettili mentre stava tornando a casa. Sempre ieri, altra giornata di sangue a Mogadiscio, teatro da oltre un anno dell’aspro conflitto tra le milizie islamiche e i soldati governativi sostenuti dalle truppe etiopiche. A farne le spese sono stati cinque civili morti e altrettanti gravemente feriti.

Violenze e rapimenti Una decina di giorni fa quattro cooperanti della ong francese "Azione contro la fame" (Acf) - due donne francesi, una bulgara e un belga - sono stati rapiti insieme ai due piloti kenioti che li accompagnavano a Dhusa Mareb, cittadina della Somalia centrale, vicino al confine con l’Etiopia. Negli ultimi mesi sono aumentati gli omicidi e i rapimenti di operatori umanitari stranieri in Somalia: quello dei sequestri è un business molto redditizio. A praticarlo sono per lo più bande criminali che agiscono autonomamente da clan e miliziani fedeli alle deposte Corti islamiche, anche se alcuni recenti sequestri sono stati compiuti dall'ala più estrema di Shebab. Tuttavia, nella maggioranza dei casi gli ostaggi vengono rilasciati dopo il pagamento di un riscatto. Nelle mani di gruppi somali ci sono ancora una dottoressa giapponese e un’assistente all’infanzia olandese dell’organizzazione francese "Medicins du Monde", che da settembre dovrebbero trovarsi in Etiopia. Un altro gruppo tiene in ostaggio due giornalisti stranieri.

Fedeli in preghiera nel cuneese Anche se le due suore rapite mancano da casa da moltissimi anni, il loro rapimento ha suscitato angoscia a Cuneo e nei due paesi di origine, Centallo e Boves. Alla ’Città dei ragazzì, il centro gestito a Cuneo dal movimento missionario, vive e presta servizio suor Elsa, una delle tre sorelle di suor Maria Teresa. Due mesi fa le aveva fatto visita ad El-Wak, alla casa di fraternità che si trova in territorio abitato in prevalenza da musulmani e dove la gente vive in capanne e baracche. Suor Elsa è stata a sua volta in missione in Kenya ed in Madagascar, e nel 2009 ripartirà da Cuneo per un’altra missione. A Centallo il sindaco Antonio Panero ha espresso vicinanza ad un’altra sorella di suor Maria Teresa, che vive in paese, ed il parroco, don Giovanni Aimetta, ha invitato i fedeli a pregare per le due suore rapite.