Kia cala il tris di Optima La SW strizza l'occhio al mondo delle flotte

La versione è pronta al ruolo di protagonista Efficienza e sicurezza hi-tech. Ecco la gamma

Valerio Boni

In Europa il segmento D evidenzia un netto calo, passato da quote del 15% del 1993 al 4%del 2015, ma questi risultati non sembrano scoraggiare Kia, che si presenta sul mercato con tre diverse declinazioni di Optima, lanciata nelle versioni GT, Hybrid e Sportswagon. Può sembrare un azzardo, ma in realtà non lo è, poiché la Casa coreana da noi è conosciuta per le auto più compatte e i Suv, mentre ha una grande tradizione nel campo delle ammiraglie. Senza dimenticare che la contrazione di quel particolare settore riguarda il nostro Continente, non il mercato globale mondiale che resta sostanzioso nonostante il contributo meno deciso di nazioni come la Cina e la Russia.

Le Optima hanno tre anime diverse, c'è la GT che si impone come l'auto più potente nella gamma Kia, c'è l'ibrida plug-in, una vera rarità nel segmento D, per chi è alla ricerca di un veicolo «verde» e infine c'è la SW con motore diesel 1.7, che rappresenta l'offerta più razionale. Proprio quest'ultima, in listino a 30.500 euro (37.500 la variante GT Line) è destinata anche a diventare una protagonista indiscussa nel mercato del noleggio a lungo termine e delle flotte, grazie anche all'introduzione di 20 nuovi business center nella rete della Casa.

Già oggi il 42% delle immatricolazioni italiane di questo costruttore è assorbito dal mercato business e l'arrivo della famiglia Optima è destinato a far salire tale percentuale. Carrozzeria familiare e motore diesel sono elementi che da tempo caratterizzano il segmento D, da tempo dominato dalle vetture tedesche, in particolare Audi A4, Bmw Serie 3 e Mercedes Classe C, che nel 93% dei casi sono alimentate a gasolio. La Sportswagon è l'auto sviluppata sulla base del prototipo Sportspace presentato da Kia al Salone di Ginevra nel 2015, del quale mantiene quasi integralmente le linee originali. Tra le caratteristiche più interessanti si evidenziano ingombri che restano gli stessi della berlina, con la sola esclusione di 5 mm in più in altezza. L'attento sfruttamento degli spazi ha consentito di ottenere un'abitabilità di buon livello, con una capacità di carico da vera familiare, che parte da un minimo di 552 litri in configurazione a cinque posti per poi crescere progressivamente con le varie possibilità di abbattimento dello schienale del divano posteriore diviso in tre parti, 40-20-40.

L'obiettivo primario è quello di offrire un alto livello di funzionalità attraverso dotazioni che vanno dalla soglia di accesso vicina a terra alla rete divisoria tra abitacolo e bagagliaio, dalle guide regolabili per favorire il fissaggio del carico all'apertura automatica del portellone attraverso la smart key. La dotazione tecnologica è allineata con gli standard richiesti dalla categoria e comprende software evoluti per la connessione con le serie più recenti dei cellulari Android e Apple, con gestione vocale delle funzioni e accesso a tutte le applicazioni caricate attraverso il monitor in plancia. E non mancano i dispositivi elettronici di aiuto alla guida, compreso l'Aeb (Autonomous Emergency Braking) che per la prima volta su un'auto di segmento D in Europa utilizza due radar, uno di corta e uno di lunga portata, per riconoscere gli oggetti sulla carreggiata a maggiore distanza e più velocemente rispetto ai dispositivi tradizianali, e assicurare una frenata automatica efficace.

Il motore diesel è il ultra collaudato 1.7 Crdi, ulteriormente rinnovato, con una potenza di 141 cavalli e consumi medi che possono variare da 4,4 litri/100 km con il cambio manuale a sei marce a 4,6 litri/100 km per le versioni equipaggiate con la trasmissione automatica a doppia frizione con sette rapporti.