Kia Carens e la famiglia italiana è servita

da Senago (Milano)

Il monovolume compatto di Kia, Carens, volta pagina. Il nuovo modello, proposto a 20.900 euro nella versione 2.0 Crdi Vgt Lx Family, si qualifica come un protagonista incisivo nel segmento in cui si colloca. Rispetto al precedente, incrementa sia le dimensioni esterne sia, soprattutto, l’abitabilità al punto di essere disponibile anche nella formula a sette posti, oltre che in quella a cinque. È rilevante l’incremento della lunghezza a 4,54 metri (più 52 mm), ma anche quello di larghezza e altezza.
Il risultato è che, ora, il profilo della vettura è più omogeneo e slanciato. Questo, ovviamente, come conseguenza, in primo luogo, di un progetto stilistico piacevole, con spunti interessanti nel frontale e nella sezione posteriore. All’interno, Carens si presenta con uno stile sobrio ed elegante, a cominciare dal design nitido della plancia e della razionale strumentazione. Di pregevole livello la finizione, accurata in ogni dettaglio e, in particolare, nella qualità dei materiali della selleria. Oltre a un’abitabilità fino a sette posti, Carens offre anche un vano bagagli la cui volumetria, con la configurazione a cinque posti, vale oltre 400 litri e supera i 2mila abbattendo il sedile posteriore. Quest’ultimo è un valore di assoluta eccellenza per una vettura appena sopra i 4,5 metri. Ovviamente, con la configurazione a sette posti, la volumetria è ridotta a meno di 100 litri. Due le motorizzazioni disponibili: un turbodiesel 2.0 (140 cv e coppia massima di 305 Nm) e un benzina 2.0 (144 cv e coppia di 189 Nm). Il primo è associato a un moderno cambio manuale a 6 marce, ma noi l’abbiamo voluto provare con l’alternativa costituita da una trasmissione automatica a 4 rapporti, utilizzabile anche con modalità sequenziale, in quanto Carens si propone come veicolo per famiglia, pratico e ben accessibile. In effetti la combinazione si è rivelata gradevole, sia per la rapidità di risposta del cambio automatico, sia per le caratteristiche di erogazione del propulsore, di nascita VM. Ovviamente la combinazione scelta paga dazio in termini di prestazioni (0-100 in 12,6 secondi, contro gli 11 netti con l’ottimo manuale a 6 marce) e di consumi, con circa un litro in più per 100 chilometri.
Ma la funzionalità generale è ottima e la velocità si è confermata ugualmente interessante (188 orari), registrata con il cambio manuale. A completamento di un quadro già positivo dobbiamo aggiungere due note per il comfort, incluso quello acustico, e qualità dinamiche dell’autotelaio, marcatamente superiori alle aspettative, soprattutto in termini di neutralità e nitidezza di risposta allo sterzo e contenimento del coricamento laterale.