Kia, cresce il polo europeo

da Zilina

Procede a grandi passi e nel migliore dei modi l'avviamento della nuova fabbrica slovacca della Kia. L’inaugurazione ufficiale, con il rituale taglio del nastro, è stata l'occasione per fare il punto sui risultati ottenuti finora, le aspettative per il futuro e l’andamento di Kia in Europa.
A cinque mesi dall’avvio della produzione in serie, la berlina media a 5 porte Cee’d che i coreani considerano «il modello più importante nella storia dell’azienda», è stata già costruita e venduta nei Paesi dell’Europa Occidentale in oltre 40mila unità. Alto anche il livello degli ordini: circa 60mila. «Il successo di questa vettura nel Vecchio continente, Italia compresa, supera le nostre aspettative - commenta Jean-Charles Lievens, vicepresidente di Kia Europe - e sebbene abbiamo accelerato la partenza del secondo turno di produzione, occorrono ancora 45 giorni per evadere gli ordini». La moderna fabbrica di Zilina, per la cui realizzazione è stato investito un miliardo, si estende su 166 ettari e sforna circa 700 auto al giorno che dovrebbero diventare 1.000 quando gli impianti saranno a regime. La prossima tappa sarà l’avvio, a metà mese, della produzione dello Sportage (il Suv di dimensioni compatte costruito sinora solo in Giappone). Già ad agosto, poi, usciranno da Zilina i primi esemplari della variante familiare della Cee’d chiamata Sporty Wagon, a cui farà seguito la più sportiva versione a tre porte. Ma non è tutto. A partire dal 2008 è prevista anche la produzione di un crossover basato sullo stesso pianale dello Sportage. A Zilina vengono costruiti inoltre i motori (1.4 e 1.6 a benzina, più l’1.6 e il 2.0 turbodiesel di prossima introduzione) destinati ai modelli Kia e dal 2009 anche Hyundai di fabbricazione europea.
Per conquistare con la Cee’d il favore dell’esigente clientela europea, Kia ha puntato sulla qualità testimoniata dall’esclusiva garanzia di 7 anni. «Con l’introduzione della familiare, la prima di Kia nel segmento delle medie, quest’anno arriveremo a coprire con prodotti competitivi il 90% del mercato - sottolinea Lievens -: ora non ci resta che sviluppare la rete e approfondire la consapevolezza del valore del marchio».