Con la Kidman un incubo a lieto fine

«Invasion», sconcertante film di fantascienza con Craig e Northam sottotono

Dagli Invasati di Jack Finney continuano a essere tratti film interessanti, violando la norma non scritta che dice: «Da buon libro, brutto film»; e viceversa. Quello di Finney è invece un classico della letteratura. Probabilmente Invasion, il film trattone da Oliver Hirschgiebel (quello de La caduta, il film su Hitler) in origine era forse il migliore, dopo quello di Don Siegel, L'invasione degli ultracorpi. Poi la produzione ha allontanato Hirschgiebel e assunto i fratelli Wachowsky di Matrix, salvo essere ancora scontenta e tenere il film nel cassetto per un anno.
Sconcerta che, come nell'Invasione degli ultracorpi, si sia imposto ad Invasion il lieto fine, al quale si erano sottratti gli altri due film sul tema, quelli di Philip Kaufman, Terrore dallo spazio profondo, e Abel Ferrara, Ultracorpi - L'invasione continua. Un lieto fine assurdo, dopo che telegiornali che costellano il film hanno data per acquisita - ecco la vera trovata! la pace sulla Terra, con immagini di Bush che abbraccia iracheni, iraniani, venezuelani, islamisti! Se perfino la Casa Bianca è stata contaminata e privata di emozioni e ambizioni, chi avrebbe potuto ordinare la riscossa contro gli invasori? E poi c'è il finale che, con inseguimenti e scontri d'auto, stona rispetta all'inizio da incubo soffuso: se si vuole ridurre ogni film di fantascienza un Transformers, perché prendere un soggetto non idoneo?
Lodi invece al costumista, che ha vestito a dovere Nicole Kidman, in cachemire grigio e impermeabile inglese, cioè da signora per bene; bellezza e mestiere fanno il resto. Meno notevoli gli altri attori, Daniel Craig (l'amante) e Jeremy Northam (l'ex marito), àtoni perfino prima del contagio.

INVASION di Oliver Hischgiebel (Usa, 2006), con Nicole Kidman, Daniel Craig. 98 minuti