Il killer dei bimbi Amish era pedofilo

Aveva scritto di essere ossessionato dall’idea delle sue molestie

Mariuccia Chiantaretto

da Washington

Le allieve nella scuola degli Amish, Naomi 7 anni, Anna di 12, Marian di 13, Mary di 8 e Lina di 7 sono morte perché erano un obiettivo facile e perché l'aggressore Charles Roberts, era perseguitato dall'incubo di ricominciare a molestare i bambini come aveva fatto venti anni prima, nei confronti di due parenti di 3 e 5 anni. Roberts ha anche scritto alla moglie d'essere «arrabbiato con Dio» per via della loro primogenita Elise morta nove anni fa dopo il parto.
All'indomani della tragedia nella scuola di Nikel Mines in Pennsylvania, mentre la comunità Amish si stringe attorno alle tre bambine ferite che combattono fra la vita e la morte, la Casa Bianca ha annunciato per la prossima settimana una conferenza sulla violenza nelle scuole.
Ieri il colonnello Jeffrey Miller che sta conducendo le indagini ha rivelato che Charles Roberts si è preparato per giorni comprando 600 proiettili, un fucile, un binocolo e caricando la sua pistola. Aveva anche fatto scorta di nastro adesivo, manette di plastica, candele, chiodi, carta igienica e assi di legno per sbarrare le porte dell'aula. Ha portato con sé un cambio di biancheria in previsione di un lungo assedio, poi ha sparato alla nuca a otto bambine. Due sono morte in classe, una terza è giunta cadavere in ospedale. Altre due, una ricoverata ad Hersey, l'altra in un ospedale di Cristiana in Delaware, sono morte nella notte.
«Era un padre modello - ha spiegato Marie Roberts parlando del marito - giocava a pallone con i due maschietti e portava la bambina a fare compere. L'uomo che ha sparato nella scuola non è mio marito come io lo conoscevo. Io conosco un uomo buono, gentile, allegro che voleva molto bene a me e ai tre bambini. Sono sconvolta e chiedo perdono alla comunità Amish».
Charles Roberts non era amish ma lavorava con loro e viveva a pochi chilometri dalla scuola presa di mira. Lunedì mattina, prima d'uscire di casa, ha scritto una lettera alla moglie e ai bambini spiegando d'aver deciso di vendicarsi per un episodio che lo angosciava da venti anni.
Quando ha fatto irruzione nella scuola, in classe c'erano l'insegnate incinta, tre mamme con bambini di pochi mesi, tre ragazzine fra i 14 e i 16 anni che aiutavano la maestra e ventisette scolari. L'aggressore ha mandato fuori la maestra e le tre donne poi ha diviso i maschi dalle femmine. I maschietti sono stati spinti alla porta, le bambine, con i piedi legati, sono state disposte contro la lavagna. Non appena si sono uditi i primi spari i poliziotti hanno sfondato le finestre. L'aggressore e due bambine erano già morti. Una terza bambina è spirata nelle braccia di un agente.