Il killer ha sparato per una vendetta

Ha tutte le caratteristiche di un’esecuzione in piena regola l’omicidio di Cosimo Agostino, l’operaio 44enne originario di Riace (Reggio Calabria) ucciso nel tardo pomeriggio di mercoledì con due colpi di pistola al collo e alla testa nella sua abitazione di via Partigiani d’Italia a Desio. Tuttavia i carabinieri del reparto operativo di Monza che, insieme a quelli della stazione locale, si occupano delle indagini, ne sono certi: non c’è la malavita dietro questo omicidio, ma piuttosto questioni di tipo personale, al punto che non si esclude nemmeno il movente di tipo passionale.
L’uomo, che abitava con la moglie e due figli di 16 e 18 anni, aveva piccoli precedenti per spaccio di droga, ma si tratta di episodi che risalgono a circa vent’anni fa e che risultano ininfluenti nella ricostruzione della sua morte.
I militari stanno quindi passando al vaglio la rete di amicizie della vittima, in particolare i contatti avuti proprio prima di morire. E stanno già restringendo il cerchio intorno ad alcune persone. L’operaio, infatti, conosceva il suo assassino al punto da farlo accomodare in casa: probabilmente non si aspettava neanche lontanamente che quel gesto avesse conseguenze tanto drammatiche.
Subito dopo il ritrovamento del cadavere - rinvenuto dalla moglie che, immediatamente dopo, avrebbe chiesto l’aiuto della cognata, residente nei pressi dell’abitazione degli Agostino - i carabinieri avevano escluso l’omicidio a scopo di rapina: la vittima aveva con se il portafogli e tutta la casa era in ordine. Quindi amici e parenti, una volta individuati, sono stati interrogati per tutta la notte.
La Procura di Monza, intanto, ha chiesto il massimo riserbo sulla vicenda. Da indiscrezioni sembra comunque che l’individuazione dell’assassino sia solo una questione di ore.