Il killer del liceo ha sparato 69 colpi prima di uccidersi

da Helsinki

Il diciottenne Pekka-Eric Auvinen ha agito freddamente, da solo, colpendo a caso; ha sparato 69 colpi su quasi 400 che ne aveva; ha colpito diverse vittime ripetutamente, ha tentato di dare fuoco alla scuola, il tutto in circa 20 minuti, prima di spararsi alla testa: questi i pochi nuovi dettagli rivelati dalla polizia sulla dinamica della strage del liceo Jokela di Tuusula, in Finlandia. Paese tranquillo ma pieno di armi. Dalle testimonianze di compagni di scuola e insegnanti e dalle sue stesse farneticazioni su internet, Auvinen emerge come ragazzo irrequieto e intelligente, ammiratore di Hitler, ma anche di Platone e Nietzsche; attratto dalle idee rivoluzionarie e radicali di destra come di sinistra e, soprattutto, con un disprezzo verso i suoi simili, che giudicava mediocri, stupidi, indegni di vivere. E si è anche appreso che Auvinen era in contatto sul web con un quattordicenne americano arrestato un mese fa perché, a sua volta, preparava una strage a scuola, che sognava essere come quella di Columbine.
Auvinen proveniva da una famiglia normale di Tuusula, viveva coi suoi, a scuola era diligente, partecipativo, non era mai aggressivo. Certo, da un po’ di tempo «era un po’ strano», osservano a posteriori alcuni coetanei. E ieri l’antica, quieta e ridente cittadina lacustre di Tuusula, 30mila anime, 40 chilometri a nord di Helsinki, rifugio di artisti e scrittori, è arrivata a poco a poco a rendersi conto di quello che è accaduto. «Tuusula ci metterà un’eternità a guarire la sua ferita», ha detto il sindaco.
La polizia ieri ha tenuto una conferenza stampa, dove ha centellinato qualche nuovo elemento dopo la reticenza del giorno della strage. Auvinen sembra aver agito da solo. Nell’edificio scolastico sono stati trovati 69 bossoli su un totale di 389 proiettili che aveva con sé. «Dalle prime indicazioni - ha spiegato un dirigente della polizia - sembra che abbia colpito a caso», sparando più volte alle sue vittime. Una aveva in corpo 20 proiettili. Le sue vittime, ha fatto sapere la polizia, sono la preside dell’istituto (61 anni), l’infermiera (42), una studentessa (25) e cinque ragazzi fra i 16 e i 18 anni. Aveva anche liquidi infiammabili, che aveva sparso su pareti e pavimenti per dar fuoco al secondo piano. L’incubo, s’è appreso, è durato una ventina di minuti, con l’ultimo sparo alle 12,04 locali, presumibilmente quello che Auvinen ha diretto alla propria testa.