«Killer più rispettati delle vittime»

da Roma

La mancata telefonata alla famiglia Calabresi prima della grazia ad Ovidio Bompressi viene criticata da destra e in parte anche da sinistra. Se Lega, An e Udc attaccano il ministro della Giustizia, Clemente Mastella e il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, tra i Ds c’è chi, come Anna Finocchiaro, definisce «doverose» le tardive chiamate di ieri ai familiari del commissario ucciso e chi, come Franco Monaco della Margherita, sottolinea che la grazia doveva essere accompagnata da un doveroso ricordo, «un pensiero grato» a Calabresi. Soprattutto nella maggioranza, molti condividono la decisione dell’atto di clemenza, che considerano un passo di avvicinamento alla grazia ad Adriano Sofri e una generale amnistia. Ma anche Fabrizio Cicchitto di Fi approva la decisione presa dal Quirinale, auspica che ne segua una per Sofri e chiede a Mastella di proporre un atto di amnistia e indulto.
Non così Roberto Castelli, il più duro con il suo successore al ministero della Giustizia. Il presidente dei senatori della Lega, che come guardasigilli si è opposto al decreto per Bompressi provocando il ricorso alla Corte costituzionale, parla di «una gravissima dimenticanza da parte di Mastella verso la famiglia Calabresi». E Roberto Calderoli, sempre del Carroccio, rincara la dose: «Caino fuori e Abele sotto terra. La grazia non spetta allo Stato ma a chi subisce il torto. Nel caso di Bompressi, il perdono non poteva arrivare da Calabresi ma non ci si è premurati di chiedere il parere alla famiglia». Troppa fretta, per il capogruppo di An alla Camera Ignazio La Russa, che critica sia Napolitano, che Mastella. Non stupito, ma «addolorato» per la mancanza di sensibilità dimostrata dalla maggioranza, sottolinea che «se perdevano un mese a esaminare il caso Calabresi, ma anche altri casi più meritevoli, avrebbero fatto meglio e avrebbero evitato anche di usare sgarbo verso la famiglia del commissario ucciso». Maurizio Gasparri sottolinea il «grave ed evidente» errore di Napolitano e le scuse di Mastella che diventano un «atto goffo e ridicolo». «Questa sinistra - dice- dimostra di preferire il terrorismo e gli assassini alle vittime del dovere». Nulla di scandaloso nella grazia a Bompressi, per Carlo Giovanardi dell’Udc, ma il comportamento di Mastella con i Calabresi è stato «imbarazzante».
Nel centrosinistra Giuliano Pisapia del Prc considera la strada aperta per la grazia anche all’ex leader di Lotta continua e raccomanda di discutere con realismo dell’amnistia-indulto, senza demagogia e «voli pindarici». Per il segretario del Pdci Oliviero Diliberto sono «scandalose» le reazioni della Casa delle libertà contro Napolitano per la grazia a Bompressi che «è stata un atto di giustizia».
Per chiudere gli anni di piombo, avverte l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, meglio l’amnistia della grazia ad alcuni sì ed altri no: «Giusto che Sofri esca, ma anche Prospero Gallinari». L’ex Br condannato per l’omicidio Moro risponde: «Non chiedo la grazia, me la auguro per Sofri, ma Lotta continua non ha mai risolto una contraddizione: ha scaricato politicamente la vicenda, mentre io mi sono assunto la responsabilità di quello che ho commesso».