Il killer del vigile arriva a Milano: oggi l’interrogatorio

DOPO LA FUGA ALL'ESTERO Ora è a San Vittore. Con un volo partito da Budapest il giovane slavo che il 12 gennaio ha travolto e ucciso alla Bovisa, alla guida dell’ormai famigerato Bmw X5 color bronzo, il vigile di quartiere Nicolò Savarino, alle 10 è arrivato in Italia

Non c’erano i parenti nomadi ieri mattina a Malpensa ad aspettare Remi Nicolic. Con un volo partito da Budapest il giovane slavo che il 12 gennaio ha travolto e ucciso alla Bovisa, alla guida dell’ormai famigerato Bmw X5 color bronzo, il vigile di quartiere Nicolò Savarino, alle 10 è arrivato in Italia. Tuttavia lo scalo dell’atterraggio del suo aereo e l’orario sono stati comunicati anche al suo legale, l’avvocato David Maria Russo, solo a cose fatte, probabilmente anche per evitare ogni genere di problema. All’aeroporto internazionale le autorità ungheresi hanno consegnato il ragazzo alla polizia milanese che lo ha accompagnato nel carcere di San Vittore in attesa dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Vanore, che si terrà stamattina alle 10. Successivamente (ma non oggi) si passerà agli accertamenti. L’avvocato Russo, nella sua istanza, affinché la vera età del ragazzo venga stabilita con certezza, ha chiesto al pm Mauro Clerici che Remi venga sottoposto a un duplice e incontrovertibile riscontro: quello carpale (comunemente noto come esame del polso o delle ossa, ndr) e quello dentario. Intanto, sempre ieri, in tribunale è stata depositata la nomina del consulente di parte della famiglia Nicolic-Jovanovic, Marco Lorenzo Scarpelli.
«So che il ragazzo è provato ma davanti al gip vorrei che raccontasse tutto quello che ha fatto quel giorno - ha precisato ieri l’avvocato Russo -, spiegando nei dettagli esattamente quel che è accaduto e soprattutto i motivi che lo hanno spinto a commettere addirittura un omicidio».
Intanto torna a galla il passato recente di questo ragazzo difficile. L’8 novembre scorso Remi Nicolic, all’epoca sempre difeso da Russo, apparve davanti al tribunale dei minori dopo essere stato fermato e denunciato per l’ennesima volta per guida senza patente. Il tribunale propose un affidamento in prova per poterne monitorare il comportamento e un’indagine sociale sulla famiglia Jovanovic, fissando una nuova udienza per il 13 marzo 2012 in modo da poter valutare l’esito del percorso. Tuttavia i tempi biblici della giustizia italiana hanno impedito che questo percorso potesse anche solo cominciare.
Andando a ritroso nel tempo, Remi Nicolic - che risulta nato il 15 maggio 1994 - è stato denunciato per guida senza patente il 15 agosto 2011 a Somma Lombarda (Varese) dove venne controllato e fermato dai carabinieri del nucleo radiomobile ai quali diede il suo vero nome. Ancora prima, il 17 giugno dello stesso anno, il ragazzo venne denunciato dai poliziotti delle volanti sempre per il medesimo reato (anche in questo caso le generalità fornite dal ragazzo corrispondono a quelle originali). Si passa poi al 25 agosto 2010 quando Remi, denunciato dai carabinieri di Bareggio per resistenza a pubblico ufficiale, disse di chiamarsi Remi Nikolic. Il ragazzo viene denunciato per false dichiarazioni sulla propria identità, possesso di chiavi e grimaldelli dai carabinieri di Abbiategrasso l’11 giugno 2010 e allora racconta di chiamarsi come il fratello maggiore (ha 24 anni) e cioè Goico Jovanovic. Altra denuncia per guida senza patente a suo carico il 29 maggio 2010 da parte del commissariato di Monza: anche in quell’occasione Remi dice ai poliziotti di chiamarsi Goico ma stavolta fornis ce il cognome Nicolik, dichiarando di essere nato il 15 maggio 1990.