Kim e Barbora, genitori inadeguati

Anche libero va bene di Kim Rossi Stuart - ammesso solo nella Quinzaine de réalisateurs, rassegna parallela al Festival di Cannes - è stato scritto da Linda Ferri, Federico Starnone, Francesco Giammusso e dal regista stesso. Ci si sono messi in quattro, ma non sono stati originali, soprattutto nel soggetto, che ricalca Voltati Eugenio (1980), accenna a Incompreso (1966), anche questo di Luigi Comencini, e ammicca a I quattrocento colpi di François Truffaut (1959). Ma meglio copiar bene che idear male.
Torniamo dunque alla nota gara al più immaturo fra genitori nati in epoca sessantottarda e figli nati in epoca consumistica: sono epoche intimamente connesse. A salvare Anche libero va bene dal naufragio, a dargli momenti - soprattutto iniziali - di cinema sincero, sono la bontà della regia e dell'interpretazione. Infatti Rossi Stuart dirige bene e si cala in un personaggio che evita di migliorare, per renderlo simpatico, e di peggiorare, per renderlo macchietta: è un velleitario operatore cinematografico, che vive coi figli, dopo essere stato piantato dalla moglie, interpretata da una Barbora Bobulova imbruttita per la parte, quando non ce n'era bisogno: la bellezza di Rossi Stuart giustificava perfettamente la sua.
Finché il film procede fra padre e i figli ha diverse osservazioni acute. Ahimè, la madre torna e il film assume la stessa aria sciatta di lei, indecisa fra natura di femmina e doveri di madre. Del dissidio soffre meno la figlia (Marta Nobili), già orientata alla promiscuità materna, che il figlio (Alessandro Morace), ragazzo di prima media, indeciso tra le ambizioni sportive che il padre ha per lui e le proprie, indefinite, ma diverse da quelle paterne. Per il momento si limita a camminare sul tetto, lato strapiombo, e tirare con la fionda sui balconi; oppure a perdere una gara già vinta, perché nuotare annoia.
Per raccontarlo bastava meno di un'ora e mezza, ma Rossi Stuart ne prende quasi due. Quanto al titolo, riporta d'attualità un ruolo fra i più belli nel calcio, quando non era ancora podismo con palla.

ANCHE LIBERO VA BENE di e con Kim Rossi Stuart (Italia, 2006), con Alessandro Morace, Barbora Bobulova. 108 minuti