Kimi: mi ritiro, mi do ai rally, resto in F1

Jenson Button ha detto sì alla McLaren-Mercedes e ha detto no alla Brawn diventata Mercedes. Il casino impera in F1 e, visti i trascorsi di questo disgraziato anno, non poteva essere altrimenti. La McLaren Mercedes pagherà l’ingaggio di otto milioni richiesto dal bellone campione del mondo mentre la Brawn diventata Mercedes non ci ha pensato proprio ed è rimasta ferma a quattro. Forse perché nel team iridato conoscono bene quanto poche siano le qualità del pilota belloccio.
Il campione del mondo più scarso della formula uno moderna va dunque a far da compagno a Lewis Hamilton per la gioia di Sua Maestà e dei sudditi increduli di rinverdire i fasti di un dream team tutto d’Oltremanica come ai tempi di Jim Clark e Graham Hill, anno 1968, team Lotus, entrambi iridati, entrambi britannici. Problema: Clark e Hill erano due Hamilton, due Alonso, mentre in McLaren di Hamilton ce n’è uno solo e Button resta quel che è: un campione col braccino incapace di vincere e far bene da metà stagione in poi. Hamilton infatti se la ride, visto che accoglie il neo compagno e futuro scudiero con un tonante: «Il suo arrivo è una notizia fantastica, insieme possiamo fare della McLaren il miglior team in griglia». Per la verità, anche nell’Ottantanove patron Ron Dennis puntò su due iridati: i compagni campioni del mondo si chiamavano Prost e Senna. Finì a ruotate.
Semmai fa sorridere come si è arrivati all’intesa. In gran parte è merito di Kimi Raikkonen che giusto un paio di giorni prima dell’ok di Button aveva detto no alla proposta McLaren perché giudicata poco allettante e che, ieri, mezzo stampa, ha fatto sapere: piuttosto, meglio «star fermo un anno, magari correndo nei rally». Per lui come per Button una scelta figlia del dio denaro: perché Jenson ha subito accettato gli 8 milioni di euro offerti dalla McLaren e rifiutati da Kimi. Indiscrezione vuole che il finlandese avesse detto no perché 8 milioni erano pochini rispetto ai 15 e rotti di buonuscita che si vociferava avesse ricevuto dalla Ferrari per il 2010. Poi succede che ieri in serata, dal Brasile, Globo tv annuncia che forse è tutto uno scherzo e che Kimi alla fine ha firmato per la Mercedes. O la neo Mercedes ha improvvisamente allargato i cordoni della borsa o Kimi - persa la McLaren - ha ceduto rovinosamente o - buttiamola lì - la buonuscita Ferrari era molto più bassa del vociferare di questi giorni. Oppure, il disgraziato anno di questa F1 non accenna a finire. Buona l’ultima.