Da Kipling a Bedeschi: un esercito di scrittori affascinato dagli alpini

Al Salone del libro i migliori libri dedicati alle Penne Nere. Tra questi anche «La guerra delle montagne» che raccoglie gli articoli dedicati a questo corpo militare dall'autore di «Kim»

Non solo alpini in carne e ossa scortati dai loro amici e familiare. Torino è stata invasa anche da un esercito di libri che agli alpini, al loro eroismo e alla loro forza interiore sono dedicati. Il Salone del libro si trasforma in una sorta di capitale della cultura (in quella che è stata anche la prima capitale italiana) per metttere in bella mostra e rispolverare i 150 libri più rappresentativi della nostra storia di popolo. Tra questi ovviamente non può mancare «Centomila gavette di ghiaccio» di Giulio Bedeschi, pubblicato nel 1963 da Mursia, un long seller di cui sono stati venduti a oggi oltre 4 milioni e mezzo di copie e che la casa editrice milanese riedita proprio in occasione dei 150 anni dell'unità dell'unità d'Italia. Al Salone si parla dunque anche delle Penne Nere che hanno dato alla letteratura e alla saggistica una grande messe di spunti basti pensare a firme prestigiose come quelle di Scipio Slataper, Salvator Gotta, Mario Rigoni Stern, Piero Jahier, Paolo Monelli, Curzio Malaparte, Carlo Emilio Gadda, Nuto Revelli.
Un ruolo importante nella diffusione della pubblicistica alpina l'ha avuto la casa editrice Mursia, che ha attualmente in catalogo un centinaio di titoli di e sugli alpini ed è l'editore di riferimento dell'ANA (associazione nazionale alpini) di cui ha pubblica i volumi storici.
Oltre a «Centomila gavette di ghiaccio» Mursia ha pubblicato titoli su tutta l'epopea alpina: dalla Grande Guerra ai nostri giorni. Del triestino Scipio Slataper, 3° reggimento artiglieria alpina, medaglia d'oro al valor militare, Mursia sta per ripubblicare «Il mio carso», autobiografia di uno scrittore di frontiera; già in catalago invece Piero Jahier, poeta, scrittore e sottotenente alpino autore di «Canti di soldati» e «Con me e con gli alpini», diario in versi e in prosa della sua esperienza bellica.
Il catalogo prosegue con il capitano alpino e letterato arguto Paolo Monelli, tra i fondatori del premio Bagutta, giornalista del «Resto del Carlino», «Corriere della Sera», «La Stampa», «la Gazzetta del popolo» ha raccontato la naja in cronache ora raccolte nel volume «Ricordi di naja alpina».
Ma è nella seconda guerra mondiale che la memorialistica e la letteratura delle Penne Nere ha il suo periodo più intenso: Giulio Bedeschi ed Egisto Corradi vivono la tragedia dell'Armir che documenteranno nei loro memoriali: «Centomila gavette di ghiaccio» di Bedeschi (premio Bancarella nel 1964) e «La ritirata di Russia» di Corradi. A loro si aggiungono, poi, Nelson Cenci e Carlo Vicentini, autori rispettivamente di «Ritorno, diario della ritirata» e di «Noi soli vivi», drammatico resoconto sulla prigionia nel lager sovietici.
Cambiano i tempi, il servizio militare e il modo di condurre le guerre. Il reparto delle Penne Nere impegnate sul fronte letterario cambia profilo e stile lettarario. Filippo Pavan Bernacchi, ufficiale degli alpini e scrittore di spy-story fa vivere le sue storie nei nuovi teatri bellici: «Non uccidete Bin Laden», ambientato in Afghanistan ha anticipato l'eliminazione dello sceicco del terrore con i suoi ambigui retroscena. Infine le nuove testimonianze di guerra: non più scritte a mano con la matita ma su blog e pagine dei social network. È stato curando un blog dei soldati della Taurinense che Mario Renna, maggiore degli alpini, ha dato voce agli soldati in missione in Afghanistan nel suo diario «Ring Road». Anche una prestigiosa firma straniera compare adesso nel catalogo Mursia. È quella di Rudyard Kipling che nel 1917, come inviato speciale, ha dedicato un ritratto affettuoso, a tratti toccante, alla Penne Nere impegnate sul fronte durante la prima guerra mondiale. Da quel «corpo di giovani scapestrati, con il carattere tosto, l'aspetto curato e lo sguardo inflessibile», Kipling rimarrà letteralmente affascinato regalando agli Alpini pagine straordinarie pubblicate dai giornali dell'epoca e raccolte ora, insieme con un breve storia su questo corpo militare a cura di Massimo Zamorani, in «La guerra nelle montagne» (pagg.128; euro 12,00).