Kissin «straordinario» in Conservatorio

Il grande pianista russo ospite venerdì alla Società dei Concerti

Piera Anna Franini

Si narra che Herbert von Karajan si rivolse alla madre di quel ragazzo venuto da Mosca, tutto capelli, riservato fino al top secret, e soprattutto dal talento traboccante, con un: «È un genio». Immaginiamo lo stato d’animo della signora che è russa, dunque sprovvista dei tic ed ansie della mamma-chioccia all’italiana, ma è pur sempre una mamma. E Karajan è Karajan.
Ora, di anni, Evgenij Kissin ne ha trentacinque, è un pianista di punta, conteso dalle società di concerti che pur in tempi di crisi sono disposte a cedere ai suoi cachet – si dice – stellari. Onorari che consentono all’artista di stare al di qua del limes dei sessanta concerti l’anno, di selezionare le sale di proprio interesse e di scansare gli affanni di un’agenda senza spazi bianchi. Si aggiunga il lusso di potersi dividere fra case a Parigi, Londra e New York. Rovescio della medaglia, il giovanotto pur cresciuto viaggia, suona e vive con madre ed ex-maestra al seguito, sempre lì a vegliare sul talento affinché non si disperda. E il successo ha sollecitato la sindrome della mamma chioccia.
Fra le sale selezionate da Kissin ed entourage, spunta regolarmente la Sala Verdi del Conservatorio di Milano dove Kissin ritorna venerdì per un concerto straordinario (ore 21), ospite della Società dei Concerti che vanta il primato dell’istituzione italiana che nel 1987 seppe adocchiare il fanciullo, subito inserito nella propria stagione di concerti.
Venerdì, Kissin inaugura il tour italiano che prevede la tappa di Bologna il 13 e di Napoli il 16 novembre, e sempre con il programma che il pianista riserva ai recital di questo mese (fra Svizzera, Spagna e Italia): Sonata in mi bemolle maggiore D568 di Schubert, 32 Variazioni in do minore di Beethoven, l’op. 118 di Brahms e l’Andante Spanato e Grande Polacca Brillante op. 22 di Chopin.
Quanto al tempo libero, Kissin rivela la sua passione per la lettura, anzitutto di autori di casa propria. E poi tanta musica, non solo classica: «Mi piacciono la musica folk e il jazz», dice.