A Kitzbuehel spunta Byggmark il vicino di casa di Stenmark

Un altro campione nato a Tarnaby. Rocca delude: soltanto 14°, preceduto anche da Moelgg. Oggi ancora slalom

Che inverno pazzo! E che gare incredibili! La coppa del mondo senza un dominatore potrà non piacere a tanti, ma diverte ed esalta, con continui colpi di scena e sorprese a non finire. Quella di ieri porta il nome di Jens Byggmark, sorpresa solo per chi non aveva seguito i primi slalom della stagione, in cui lo svedese di 21 anni aveva sempre tagliato il traguardo: 6° a Levi partendo col 34, 5° a Beaver Creek col 35, 10° in Alta Badia col 25, 8° ad Adelboden col 19. Ieri a Kitzbuehel, su una pista tutta storta, dove sciare puliti e precisi andando anche forte era quasi impossibile, Jens Byggmark è partito con il numero 10, e finalmente ha potuto dare tutto senza timore di finire a gambe all'aria in qualche buca.
La sua prima manche ha esaltato ed emozionato, è stata una dimostrazione di coraggio, tecnica e spavalderia. In una parola, di classe. Non a caso, Byggmark viene da Tarnaby, il paese più vincente della storia dello sci: 5 coppe del mondo assolute, 19 di specialità, 8 medaglie olimpiche e 10 mondiali, 122 vittorie di coppa che da ieri sono 123, perché a Ingemar Stenmark, Anja Paerson e Stig Strand si è aggiunto lui, il biondo che a Levi aveva fatto ridere tutti con un balletto al traguardo e che anche ieri ha fatto capire che rispetto al leggendario Ingo ha in comune le lettere finali del cognome, la bravura fra le porte dello slalom e poco altro. Oddio, timido lo è anche lui... In conferenza stampa, sommerso da mille domande, ha messo le mani avanti: «Calma, calma, io non so cosa rispondervi, io sono troppo sconvolto da questa vittoria, non me l'aspettavo».
Nemmeno Rocca si aspettava di finire 14°, dietro anche a Moelgg, 12°. Ha sciato un po' contratto, nella seconda ha avuto anche un problema con un bastoncino. Oggi avrà subito la possibilità di rifarsi, così come Matt, ieri 2°, Vogl, 3° e Raich, 5°. Jens permettendo!