Un kiwi monta in gondola nel Seniors Open di Venezia

Da oggi a sabato al Parco de’ Medici di Roma impegnate 120 proette per 400mila euro

Il percorso degli Alberoni, al Lido di Venezia, ancora una volta si è dimostrato degno di ospitare un grande evento internazionale quale lo Sharp Italian Senior Open che ha visto alla partenza davvero il meglio del professionismo «over 50» europeo. È stato un bel torneo che non ha mancato di regalare bel gioco ed emozioni a partire dal nuovo record del campo – in 63 colpi – realizzato dall’americano John Benda, andato al comando dopo il secondo giro, sino al finale che ha visto arrivare 4 giocatori appaiati sul filo di lana ed andare allo spareggio. Tutto si è risolto alla prima buca con un birdie del neozelandese Simon Owen che ha lasciato surplace gli inglesi Allen e Mason ed il recordman Benda che era partito con tre colpi di vantaggio. Lo Sharp Senior Open è stato anche la prima volta di Costantino Rocca – un po’ emozionato – tra gli over fifty che lo ha visto arrivare al 24° posto. Meglio di lui il più consumato Pippo Calì terminato 16°.
L’irlandese Padraig Harrington ha dovuto soffrire ma alla fine ha portato a casa il titolo al quale ha sempre detto di tenere di più dopo, ovviamente, quelli del Grande Slam: quello dell’Open d’Irlanda, cioè del suo paese. Ha sofferto il numero 1 europeo 2006 perché partito con tre colpi di vantaggio per le ultime diciotto buche si è lasciato, nel finale, prendere un po’ dalla tensione per la posta in palio e si è fatto rimontare e riprendere, proprio all’ultima buca dal gallese Bradley Dredge autore di un ottimo 68 contro il 71 del padrone di casa. Ma tutto è bene quel che finisce bene ed Harrington ha fatto suo il titolo alla prima buca supplementare, riportando il titolo in patria dopo 25 anni, ovvero dalla vittoria di John O’Leary nel 1982. Sul percorso dell’Adar Manor reso ancor più impegnativo dal forte vento che ha caratterizzato le 4 giornate del torneo, Harrington ha intascato una prima moneta di 416.000 euro che lo rilancia verso i vertici dell’ordine di merito dove ora figura al terzo posto alle spalle dello svedese Stenson e del campione sudafricano Goosen. Ancora una ottima prestazione del nostro Francesco Molinari giunto al settimo posto malgrado una brutta partenza sulle ultime 18 buche ben presto annullata, di carattere, con tre birdie consecutivi.
Sul Challenge bene anche Edoardo Molinari terminato ottavo in Belgio nel Telenet Trophy sul percorso del Royal Waterloo. Il torneo è stato vinto dal giocatore di casa, il 34enne Nicolas Vanhootegem davanti al cileno Felipe Aguilar. Molinari mantiene, comodamente, la sua leadership nell’ordine di merito del Challenge.
Negli Stati Uniti anche l’AT&T Classic, giocatosi in Georgia, ha trovato il suo vincitore solo dopo spareggio. Zach Johnson, vincitore in aprile (e sempre in Georgia) del Masters di Augusta è tornato ben presto al successo confermando di essere, oramai, una realtà del new deal del golf americano. Il 31enne di Iowa City nelle ultime 18 buche ha rimontato lo svantaggio che lo separava dal giapponese Ryudji Imada che sperava di divenire solo il terzo giapponese a vincere sul Tour americano. Speranza delusa alla prima buca di play-off dove l’americano trovava la via del birdie risolutore.