Klinsmann nascosto dietro la mamma

Il ct ha giustificato la sua assenza al raduno dei ct mondiali con un invito in California fatto alla madre

Marco Degl’Innocenti

da Monaco

La mamma è sempre la mamma. Lo sanno anche quelli del tabloid tedesco Bild, che lo hanno ricordato ai connazionali nel divertente appello perché diventino «più italiani», dopo le sberle rimediate dalla nazionale di Lippi e dai nostri club, così da poter finalmente tornare a godere del bel calcio. Appello raccolto alla lettera dal peraltro già abbastanza italiano Jürgen Klinsmann, che, al centro di roventi polemiche per aver snobbato il recente workshop degli allenatori delle nazionali mondiali a Düsseldorf, preferendo restarsene in America, è rientrato in tutta fretta in Germania, ove si sta scatenando il finimondo contro di lui. Ed ha giustificato la sua assenza dal workshop con un atto d'amore verso mamma Martha: «Le avevo promesso di farle trascorrere con me e la mia famiglia il primo anniversario della morte di mio padre. Era un motivo strettamente personale, non dovevo renderne conto a nessuno, men che meno la federazione e comunque nessuno me l'ha chiesto», ha detto l'ex interista in una rovente intervista televisiva.
In particolare, Klinsmann è stato sottoposto ad una vera e propria crocifissione mediatica. Accusato, oltre che sul piano tecnico per non essere riuscito a mettere in piedi una squadra appena decente, di non essere presente in Germania, preferendo la tranquillità della famiglia in California, mentre i mondiali si avvicinano sempre più. Il noto comico Harald Schmidt lo ha trafitto nella più popolare trasmissione satirica della tv tedesca, bollandolo come un Vip da «600 mila miglia premio all'anno», ovvero da «100 mila euro» di voli transoceanici a spese della federcalcio. Franz Beckenbauer, gran capo organizzatore dei mondiali, dalle colonne della Bild lo ha duramente rimproverato per la sua latitanza. Con toni più diplomatici, ma inequivocabilmente duri, lo stesso presidente federale, Theo Zwanziger ha a sua volta richiamato il suo primo dipendente ad una maggior presenza in Germania.
Così Klinsi, come lo chiamano i tedeschi, è tornato domenica precipitosamente in anticipo da Los Angeles, mamma Martha sul suo stesso aereo, e s'è fiondato subito alla partita di Bundesliga Schalke-Eintracht Francoforte. Ma alla tv pubblica, dopo la professione d'amore materno - alla quale molti tedeschi hanno reagito con rispetto, ma anche chiedendosi perché non lo avesse detto prima - Klinsmann se l'è presa duramente con tutti quelli che, secondo lui ingiustamente, lo attaccano, con i politici che volevano portarlo a riferire in parlamento sui guai della nazionale, con quelli che hanno gettato su di lui il sospetto di restare il più possibile in America per non pagare le tasse in Germania. «Dove sono davvero i nostri avversari? In Brasile, in Argentina, in Italia? Oppure sono in Germania?», è arrivato a chiedersi polemicamente.
Alla fine è intervenuta la stessa cancelliera federale Angela Merkel. Il suo ufficio stampa si è affrettato a sottolineare come si tratti di incontro «previsto da lungo tempo», ma l'annuncio che domani la premier tedesca riceverà a Berlino il ct della nazionale Jürgen Klinsmann è stato interpretato come un segnale di attenzione, se non di vera preoccupazione, dello stesso governo, nei confronti delle polemiche sull'avvicinamento della nazionale ai mondiali.
E all’orizzonte c’è già l’amichevole del 22 marzo a Dortmund contro gli Usa: un passo falso della Germania per Klinsmann potrebbe avere conseguenze oggi inimmaginabili. Con in agguato per soffiargli il posto il solito Lothar Matthaeus.