«Klinsmann non si tocca, noi non siamo italiani... »

Del Piero, Toni e Gilardino: formula sicura anche se Totti non recuperasse

Gian Piero Scevola

da Milano

Karl Heinz Rummenigge, che pessima figura ha fatto la sua Germania con l’Italia. Non si vergogna un po’?
«Non un po’, tanto. È stata una bella partita, ma solo per l’Italia. La Germania ha giocato veramente male e la batosta è stata più che meritata».
Non s’era mai vista una nazionale che organizza i mondiali così mal ridotta a tre mesi dall’inizio della manifestazione.
«Calma, calma, ci sono delle attenuanti. Intanto la squadra è giovane e abbastanza nuova, se si considera che il ct Klinsmann ha avuto a disposizione solo un anno e mezzo per assemblarla. Dopo i mondiali 2002 c’è stato un ricambio generazionale, hanno abbandonato tanti campioni, gente esperta, e gli effetti si sono sentiti. Comunque lo scorso anno, in Confederations Cup, la Germania è arrivata terza creando problemi alle fortissime Brasile e Argentina. Non è poi così male».
Ma contro l’Italia si sono visti giocatori molli, senza il teutonico nerbo.
«C’è appena stata la sosta invernale, i nostri ragazzi non erano al 100%. Bisogna avere pazienza e dare fiducia alla squadra, non solo criticarla. Il 9 giugno, esordio mondiale con il Costa Rica, sarà tutta un’altra storia, statene pur certi, vedrete la vera Germania».
Fosse capitata all’Italia, la disfatta di mercoledì sera, il ct sarebbe stato subito sostituito. Non è che Jürgen Klinsmann rischia la panchina?
«Non scherziamo, non abbiamo le cattive abitudini italiane. Klinsmann sta lavorando bene, un incidente di percorso può capitare a tutti».
E chi vede favorito per il titolo mondiale in Germania?
«Il Brasile sopra tutti e anche l’Italia, che Lippi ha ben assemblato. Davanti Toni e Gilardino formano una bella coppia, mentre la difesa, con Buffon, è quella di sempre: quasi insuperabile. Dico Brasile, ma i sudamericani devono stare attenti, perché se arriveranno poco concentrati sarà difficile vincerlo anche per loro».
Veniamo ai problemi di casa nostra: Inter, Milan, Juventus. Dove finirà Ballack?
«Incominciamo con l’Inter che mi è rimasta nel cuore per i tre anni nei quali ho vestito il nerazzurro. Negli ultimi tempi Moratti ha seguito le piste brasiliane e argentine, dimenticandosi degli europei e non riesco a capire il perché. So però che squadra e allenatore hanno qualità e mi auguro che l’Inter torni presto a vincere qualcosa di importante, anche da subito, magari la Champions se proprio non dovesse farcela il mio Bayern».
Bayern che la prossima settimana affronterà il Milan: dentro o fuori?
«Noi vorremmo stare dentro, anche se l’1-1 di Monaco favorisce i “cugini” (proprio così, a dimostrazione del suo amore per l’Inter, ndr). Ma sarà una partita molto aperta e difficile. Di sicuro verremo a Milano con l’intenzione di segnare e di andare avanti in Champions».
Come sono ora i suoi rapporti con la Juventus, dopo le tante pepate polemiche sul caso di Willy Sagnol?
«La Juventus non si era comportata bene secondo lo statuto della Fifa perché aveva contattato Sagnol in novembre, proprio quando doveva giocare due partite contro di noi. Mentre avrebbe potuto farlo solo da gennaio. Non solo non è stato un comportamento regolare, ma anche di poco buon gusto, non degno del club bianconero e io l’ho fatto rilevare. Ormai però tutto è passato: mi sono chiarito con Bettega e Luciano Moggi è diventato un mio grande amico personale».
E Sagnol?
«Abbiamo fatto un bello scherzo alla Juve. Willy sta bene con noi e lo sapevamo».
Argomento particolarmente delicato: Ballack.
«Smentisco subito che ci sia stato un contatto per Ballack tra il Bayern e l’Inter. Non è comunque necessario passare attraverso la società, visto che il giocatore è in scadenza di contratto e dal 1° gennaio chi è interessato al suo acquisto può parlare direttamente con lui. So però che lo vorrebbero Inter, Real Madrid e Chelsea. Può essere utile a tutti, è un giocatore molto buono. La decisione finale spetterà a lui ed è giusto che si prenda il suo tempo per trovare la soluzione ideale».
E quale sarà, secondo lei?
«Noi non faremo aste folli. In passato abbiamo ceduto anche Beckenbauer, il nostro più grande giocatore, e la squadra ha continuato a vincere. Abramovich è molto ricco e se vuole lo compra. Anche perché il Chelsea non ha la storia di Real e Inter e deve fare molto meglio di ciò che ha fatto negli ultimi 50 anni per rimettersi alla pari. Però, se dovessi dare un consiglio a Ballack su quale squadra scegliere, gli direi una sola parola: Bayern».