Knapp: «A Parigi e a Wimbledon voglio essere la vera sorpresa»

Il match: «il successo con la Schnyder». Il sogno: «Roma»

Karin Knapp è la rivelazione di questo inizio 2008: ad Anversa ha battuto Patty Schnyder prima di arrendersi in finale a Justine Henin, numero 1 del mondo, confermando di poter giocare ad altissimi livelli sulle superfici rapide
Karin dopo Anversa molti ti paragonano a Lindsay Davenport: sei d'accordo?
«Come tipologia di gioco si, spingiamo tutte e due da fondo, ma lei tira decisamente più forte di me per il momento. Io poi adesso sto cercando sempre di più la rete per ampliare il mio stile di gioco».
Come tutte le tenniste italiane sei nata sulla terra rossa ma forse giochi meglio sul veloce.
«Mi piace giocare sulle superfici rapide, mi adatto facilmente al cemento. I campi veloci non più così rapidi come in passato, sul cemento mi trovo meglio rispetto alla terra battuta perché i miei colpi da fondo campo fanno più male».
Il tuo match migliore in stagione?
«Contro la Schnyder ad Anversa».
Come è stato sfidare la Henin in casa sua, in Belgio?
«È stato bellissimo confrontarsi con la numero 1 del mondo, ero curiosa di vedere il mio livello di gioco. Il palazzo era stracolmo, c'era un'atmosfera fantastica. Lei mi aveva studiato e mi ha messo subito sotto pressione: cercava sempre la rete e per me non è stato facile, dovevo sempre giocare in difesa. Però nonostante tutto ho avuto le mie occasioni».
Il tuo obiettivo adesso?
«Con il mio allenatore, Marco Boesso, ad inizio anno ci eravamo posti l'obiettivo di chiudere l'anno fra le prime 50 del mondo. Adesso visti i risultati positivi di inizio anno abbiamo cambiato: vogliamo essere teste di serie al Roland Garros».
In cosa devi ancora migliorare?
«Un po' in tutto ancora. Adesso stiamo lavorando molto sul mio gioco di rete, devo cercare di essere più aggressiva e chiudere più spesso il punto. Inoltre stiamo cambiando ancora il movimento del servizio e poi devo migliorare dal punto di vista mentale. Forse basta cosi...»
Meglio fare bene a Roma o il Roland Garros?
«Tutti e due! E poi l’anno scorso ho fatto bene anche sull'erba, quindi perché non fare risultato a Wimbledon?».