La Kocani Orkester degli «allegri» ottoni

C’era una volta l’esercito ottomano e la sua ricca e invidiata fanfara di ottoni. Una girandola esplosiva di suoni, vibrazioni, ritmi lasciata in eredità oggi ai rom dell’attuale Macedonia e a tutta una serie di orchestre o bande musicali. Una di queste, la più celebre fuori dai confini macedoni, è la Kocani Orkestar, stasera alla Sala Sinopoli del Parco della Musica, ore 21, con il loro show Gipsy Brass Band. Sonorità tzigane divenute famose anche grazie al cinema, con il film Underground di Emir Kusturica e le musiche di Goran Bregovic. La Kocani Orkestar, che prende il nome proprio dalla città macedone dove è nata, è composta da sette virtuosisti degli ottoni che producono suoni a dir poco chiassosi ma allegri, tra vere e proprie randellate di basso tuba e impennate di tromba. «È pura tradizione orale - racconta Nat Veliov -. Le nostre melodie vengono trasmesse di padre in figlio. Qualche volta le prendiamo dalla strada». Un paio di trombe, tre tube, clarinetto, sassofono, fisarmonica e percussioni (con strumenti tradizionali). Ma tanto basta a dar vita alla travolgente girandola di timbri, accenti e colori, che anima la musica dell’Orkestar: l’eredità delle fanfare dei giannizzeri e dell’esercito ottomano, aggiornata dalle bande gitane, si mescola con i ritmi della tradizione bulgara, turca, rumena, macedone e serba. Molti motivi sono danze tradizionali: «cocek» (se femminili) e «oro» (i balletti collettivi in circolo). Ma non mancano contaminazioni con moderne rumbe e stilemi jazz. La fanfara dei Balcani dei Kocani nasce in famiglia. Assistere a un concerto della Kocani Orkestar è un’esperienza ubriacante che trascina, se il luogo lo consente, in vorticosi balli. Ne sa qualcosa un loro fan italiano, Vinicio Capossela, che dal vivo spesso si diverte a suonare con loro.