«Koeman? Cari genoani meglio godere in silenzio»

Caro Mantero, non nascondo che un po’ me l'aspettavo una lettera di risposta poiché la parola provinciale genoano o doriano che sia non piace a nessuno. Ribadisco le mie critiche a chi vive in questo modo la Genova calcistica e le spiego il perché.
Non sono una verginella come lei insinua, ma probabilmente è ignaro di molte cose.
Lo sa perché lo scorso anno c'è stato quel regolamento di conti in via Monticelli con conseguente guerriglia nel quartiere di Marassi? Proprio per quel funerale che lei minimizza ma che purtroppo qualche stupido ha usato come pretesto per accoltellarsi in strada.
Questa non vuole essere una lezione di educazione civica, sono il primo che è affascinato da una conferenza stampa di Cassano rispetto alle solite e piatte banalità dei suoi colleghi, purtroppo l'effetto boomerang nel calcio moderno sono striscioni «Cassano figlio di...» la domenica successiva.
Lavoro nella scuola con adolescenti e le assicuro che non si parla più della rovesciata di Totti o della parata di Buffon, il calcio è vissuto come una telenovela fatta di parole(accie) e trasmissioni televisive per la maggior parte urlate e con sms che scorrono sulla supremazia cittadina.
Troppo pericoloso viverla così anche se capisco che il football è solo un gicco e bisognerebbe viverlo come tale.
Paolo Mantovani mandò quasi via Boskov per Perdomo e il suo cane, le dichiarazioni dell'epoca fecero scalpore ma il presidente Mantovani diede un segnale forte alla propria tifoseria.
E poi Mantero lei lo saprà meglio di me che il vero tifoso gode in silenzio delle disgrazie altrui, Koeman o retrocessioni che siano.