Kolot, in scena un’opera "icono sonora" affacciata sul mondo

Domenica al teatro Dal Verme va l’ultimo lavoro del compositore israeliano Yval Avital: in scena voci, strumenti, tecnologie e video. Per rappresentare una tra le più ricche società multiculturali del pianeta, Israele

Le sue opere musicali sono state eseguite in tutto il mondo, da Parigi a Pechino, passando per l'Italia negli ultimi anni. E' una delle “voci” maggiormente interessanti della produzione contemporanea e ora torna a Milano con un lavoro scelto per essere ascoltato in prima mondiale nell'anno del Sessantesimo della fondazione dello Stato di Israele. Lui è Yuval Avital, nato nel 1977 a Gerusalemme, chitarrista e compositore multimediale, " i cui lavori coinvolgono una grande varietà di stili e generi, combinando diverse tradizioni ed epoche, spesso unendo i suoni nuovi a quelli antichi, la semplicità alla complessità”, spiegano i critici.

Domenica sera sarà al teatro Dal Verme (via San Giovanni sul muro, ore 20,30 – ingresso 10 euro; info: 892101) con “Kolot”, opera icono-sonora per voci strumenti, elettronica e video; una produzione Magà e Agon. Si tratta di una mescolanza di suoni e culture: i cantanti – alcuni di loro custodi di tradizioni legate a riti e cerimonie e altri artisti che sono di fama internazionale – provengono da dieci culture. Culture del mondo come quelle ashkenazita, saferdita, yemenita, culture paleocristiane come quella armena e copta ed etnie musulmane. Ogni esecutore sul palcoscenico è depositario di una tradizione; invece gli artisti che si dedicano all’elettronica e alle video-proiezioni durante lo spettacolo danno vita a mondi e atmosfere audiovisive suggestive. “Kolot”, ovvero “voci” in ebraico, “vuole rappresentare una tra le più ricche società multiculturali del pianeta, Israele”. Ma non solo. Tra gli altri obiettivi fondamentali del progetto, c’è anche quello di “dimostrare l’esistenza di una concreta possibilità di convivenza tra etnie diverse tra loro e le moderne tecnologie applicate al campo artistico.