Dal Kosovo per guarire il piccolo cuore di Elisa

La bimba ha 9 mesi e soffre di una grave malattia. Sarà operata a San Donato

Il ponte umanitario con il Kosovo non s'è mai interrotto. Ieri è stata la volta di un altro viaggio della speranza. Quello che permetterà a una bimba di soli nove mesi di essere operata al cuore al Policlinico di San Donato. L’intervento chirurgico che potrebbe salvarle la vita è previsto nei prossimi giorni.
La piccola, accompagnata dalla madre, è arrivata ieri nella nottata dopo un viaggio Pristina-Torino a bordo di un aereo dello Stato Maggiore della Difesa. Le sue condizioni sono gravissime, non c’è tempo da perdere. E finora non se n’è perso. La bambina, Elisa G., quarta figlia di una famiglia d'origine albanese, soffre di una grave malformazione congenita, un buco nel cuore accompagnato da un difetto interventricolare e ipertensione polmonare, assolutamente incurabile nel Kosovo. Sarà sottoposta da Alessandro Frigiola, primario della prima divisione di cardiochirurgia, a una delicata operazione.
Ma non sono le tre o quattro ore che la piccola paziente dovrà passare sotto i bisturi a preoccupare il cardiochirurgo del Policlinico di San Donato, bensì il percorso post-operatorio. Un periodo durante il quale la piccola sarà collegata a un apparecchio che migliorerà la funzione del polmone per non far cedere il cuore. Quindi non sarà necessaria una lunga permanenza in ospedale: più o meno una ventina di giorni. La bimba potrebbe così tornare a Pristina dove l'ha trovata proprio il dottor Frigiola, in visita all'ospedale locale. Una struttura sanitaria dove manca tutto e che ha spinto il primario italiano a voler aiutare i colleghi kosovari. Ha intenzione di dar loro una mano a oraganizzare un nuovo centro, fornendo consulenze, apparecchiature e borse di studio.
Frigiola quand'ha visto Elisa, pallida e che respirava a fatica, ha allertato le nostre forze militari e ha attivato un cordone umanitario che ha coinvolto anche la Regione Lombardia per tentare di salvare quella bimba il cui drammatico destino sembrava segnato.