Kosovo, spari contro la forza Onu: ritirata

A Mitrovica la comunità serba è in rivolta contro l’indipendenza della regione. Sparatoria durante le operazioni di sgombero della sede del tribunale. Feriti 50 dimostranti serbi e 30 militari delle forze di pace. La Nato: "Risponderemo"

Mitrovica - Scontri e feriti hanno accompagnato un’operazione della polizia dell’Onu e delle forze della Nato (Kfor) per sgomberare la sede del tribunale Onu di Mitrovica. Secondo fonti ospedaliere ci sarebbero almeno 20 dimostranti serbi e quattro militari delle forze di pace feriti. La polizia, dal canto suo, ha riferito dell’esplosione di una granata nel tribunale, che avrebbe ferito tre uomini dell’Unmik e due della Kfor. Tra questi non ci sarebbero italiani, mentre la tv privata polacca Tvn24 sostiene che vi sono 5 feriti polacchi.

"Un’esplosione ha avuto luogo nel nord del Kosovo alle ore 8.10 e ha ferito tre poliziotti dell’Unmik e due soldati della Kfor", ha affermato la polizia in un comunicato. "Io presumo che si tratti d’una granata a mano gettata nel tribunale", ha indicato Besim Hoti, portavoce della polizia. Attorno al tribunale si sono radunate migliaia di serbi, che hanno preso a lanciare pietre e bottiglie molotov contro i militari e i poliziotti. Questi hanno risposto lanciando gas lacrimogeni e granate stordenti, puntando a disperdere la folla. Almeno un veicolo dell’Onu e uno della Nato sono stati incendiati. Nella città si sono uditi colpi d’arma da fuoco e i serbi hanno innalzato barricate fatte di auto e di cestoni dei rifiuti. Secondo Veton Elshani, portavoce della polizia dell’Onu a Pristina, sono stati fermati 53 serbi.

Gli agenti della polizia internazionale dell’Unmik, malgrado l’ordine di ritirarsi dal nord di Kosovska Mitrovica, sono bloccati nel tribunale Onu da loro sgomberato stamani, assediati da migliaia di manifestanti serbi, secondo quanto dice la radio di Belgrado "B-92". Secondo la stessa emittente il ritiro dell’Unmik è contestuale al subentro delle truppe Nato della Kfor, le quali avrebbero l’ordine di ristabilire l’ordine con l’uso della forza. Secondo la polizia di Varsavia, sarebbero ventidue i poliziotti feriti negli scontri avvenuti questa mattina a Kosovoska Mitrovica. "Ventidue poliziotti sono stati feriti - ha riferito il portavoce della polizia Mariusz Sokolowski - non sono in pericolo di vita, ma alcuni di loro non sono stati in grado di montare in auto con le loro gambe". Sokolowski non è stato in grado di specificare la portata delle ferite: "Non abbiamo per il momento informazioni sul tipo di ferite. Sono stati attaccati con pietre, granate, esplosivi artigianali e probabilmente anche con armi da fuoco". "Quindici poliziotti - ha aggiunto - sono stati trasportati in un ospedale militare francese e sette altri sono in convoglio in attesa di partire".

La nato: pronti a reagire Le forze Nato in Kosovo sono pronte a un’azione decisiva nel caso di un atto di violenza. Lo ha detto il portavoce dell’alleanza James Appathurai, in una dichiarazione riportata dalle agenzie internazionali. "Le forze militari Kfor sotto il comando della Nato sono pronte a rispondere con fermezza agli atti di violenza sulla base del mandato delle Nazioni Unite (secondo la risoluzione 1244)" ha detto Appathurai. "La Nato condanna, nei termini più fermi, la violenza di cui siamo stati testimoni oggi - ha affermato il portavoce - e risponderà con fermezza per garantire un clima tranquillo e sicuro. I rivoltosi che hanno usato bottiglie molotov, bombe a mano e forse anche armi automatiche sono resposabili di una grave violazione della legge e della risoluzione 1244 delle Nazioni Unite. Tutte le parti coinvolte in Kosovo dovrebbero dare prova di moderazione e rispettare la legge".

Giornalisti italiani aggrediti Attimi di paura, fortunatamente senza conseguenze sul piano fisico, per due giornalisti e un fotoreporter italiani vicino alla zona del tribunale di Mitrovica, in Kosovo. A renderlo noto al telefono dal Kosovo è Antonio Gregolin, un giornalista vicentino freelance che stamane si trovava nella zona dei disordini. "Ero vicino al tribunale - ha detto all'ANSA -, quando sono stato avvicinato da un gruppo di serbi. Poco lontano c'erano un fotografo, Massimo Fiorilli, e una giornalista, Paola Milli, a Mitrovica per 'Liberazione'. Siamo stati aggrediti e al fotografo hanno portato via le macchine fotografiche, l'hanno spintonato e colpito con dei calci". Gregolin ha rilevato che la tensione era molto alta e che in loro aiuto sono intervenute forze militari francesi che hanno esploso alcuni lacrimogeni. "Mentre ero a bordo del mezzo militare - ha aggiunto - ho sentito un colpo secco: era un mattone che ha rotto il finestrino vicino a me". I tre sono stati quindi accompagnati alla base militare italiana di Pec.