Kosovo, vacanze «tutto compreso» per entrare illegalmente in Italia

Bari. Finita l'epoca dei gommoni con i quali si organizzavano i viaggi della speranza sulla rotta Albania-Puglia, dal 2003 - secondo la Procura di Bari - erano tre agenzie di viaggio kosovare ad organizzare l'ingresso e la permanenza in Italia a svariate centinaia di immigrati clandestini del Kosovo, facendoli entrare a bordo di bus turistici e fornendo loro documenti e visti falsi, fino a regolarizzarli. E se il viaggio non andava a buon fine, i soldi versati venivano restituiti. La prima delle tre nuove «rotte» riguardava l’itinerario Pristina-Durazzo-Bari-Treviso, una sorta di Corridoio 8 dell’immigrazione clandestina, e costava 3.300 euro a persona; la seconda prevedeva l’arrivo nel porto di Bari o di Brindisi in cambio di 3.000-3.500 euro, la terza costava 2.500 euro per un Kosovo-Grecia-Macedonia-Ancona ed era la più economica perché prevedeva il passaggio a piedi del confine tra Grecia e Macedonia. Sono stati arrestati 11 cittadini di etnia kosovara-albanese e un ispettore di polizia dell'ufficio stranieri della questura di Treviso. Altri 13 sono indagati a piede libero: alcuni di loro hanno partecipato ai tragici scontri etnici fra serbi e albanesi avvenuti nel marzo 2004 nella provincia di Kosovska Mitrovica, nel Kosovo settentrionale. Gli scontri provocarono 19 morti e l'incendio di centinaia di chiese.