Krulak, il generale dei marines diventato comandante degli ultrà

Eroe del Vietnam e del Golfo, il suo credo è: «La tortura? Quella lieve non esiste». Assunto dall’Aston Villa per tenere a bada i fan, è diventato il loro eroe

Ogni volta che qualche squadra inglese, o ancor più la nazionale, gioca in Germania, dai giornali meno beceri parte il consiglio-tormentone: do not mention the war. Ovvero, non parlate della guerra. Perché è pluridecennale abitudine dei tifosi inglesi meno diplomatici ricordare ai tedeschi chi abbia vinto nel 1945. Solo che nel caso di Charles C. Krulak, braccio destro del proprietario dell'Aston Villa, Randy Lerner, non menzionare la guerra è un pò difficile: Krulak, 66 anni, di guerre ne ha fatte due, quella del Vietnam, e quella del Golfo, 1991. In qualità di generale e, dal 1995 al 1999, addirittura comandante generale dei Marines.
Del resto, aveva scelta? Il padre Viktor, uno che per raggiungere l'altezza minima per entrare nei Marines si fece dare una randellata in testa da un amico così da causare il bernoccolo che lo avrebbe alzato giusto di quei tre centimetri mancanti, si sciroppò guerre in mezzo pianeta, e Charles è nato a Quantico, in Virginia, nella più grande base dei Marines del mondo.
Come molti ex militari arrivati a potenti e prestigiose posizioni di comando, una volta raggiunta l'età pensionabile Krulak è stato immediatamente chiamato a ricoprire ruoli di alta responsabilità in aziende private, anche perché - pur non inviso agli immancabili campioni del politicamente corretto per avere criticato l'uso anche moderato della tortura («non esiste tortura lieve, una volta che si fa quel passo non si può più tornare indietro» il suo concetto di base) - ha sempre elencato i valori in cui crede secondo un vocabolario che può andare bene sia in una finanziaria sia in un battaglione, e appeso ad essi è salito ai vertici della finanziaria MNBA America.
Ed ecco il punto: proprietario della MNBA era Randy Lerner, che aveva studiato in Inghilterra e che, venduta la sua quota, non si è accontentato di possedere già i Cleveland Browns della NFL, ma ha acquistato anche l'Aston Villa. Il timore dei tifosi che si trattasse di un'operazione di puro profitto sono scomparsi quando, un mesetto dopo l'insediamento di Krulak come direttore non esecutivo del club, su quattro forum di fan del Villa ha cominciato ad intervenire un certo c-krulak, che si qualificava come General Krulak e parlava a nome del club facendo domande e porgendosi in maniera molto rispettosa e gentile.
I più pensarono allo scherzo di qualche perditempo, ma dopo qualche giorno si capì che quello che spiegava «non voglio apparire come il solito americano che non capisce l'inglese della Regina» era proprio l'ex generale dei Marines che, il 13 aprile, ha toccato quota 600 interventi nei vari forum, e non ha sbagliato un colpo, interpretando assieme a Lerner lo spirito dei tifosi. Ad esempio quando ha chiesto foto delle vecchie divise del club per far disegnare quelle nuove nel solco del passato.
Sui forum il 99% degli interventi è di aperto elogio per uno che sei mesi fa aveva aperto una polemica con il presidente dei cugini del Birmingham City definendo con una metafora ardita la sua decisione di aumentare i prezzi per la visita del Villa nel derby.
Domenica c'è la stracittadina di ritorno, al Villa Park, e Krulak si è detto emozionato perché per lui sarà la prima (a quella di andata non poté assistere): non la vedrà nel palchetto autorità ma tra i tifosi ospiti. Preoccupato? Figuriamoci. Un giorno un tifoso gli chiese, sul forum, quale fosse stato il momento più brutto della sua carriera militare, e Krulak rispose «la volta che qualcuno mi sparò con l'intento di uccidermi». E dovrebbero essere gli epigoni della Zulu Army, gli hooligans del Birmingham City ai tempi che furono, a spaventarlo?