Kyle Eastwood, figlio d’arte con l’amore per lo swing

Si farebbe presto a dire che la carriera del contrabbassista e compositore trentenne Kyle Eastwood (domani in quartetto al Blue Note di Milano) è facilitata dal nome del padre (l’attore e regista Clint). Clint Eastwood è anche esperto di jazz - si ricordi Bird, il film che ha dedicato a Charlie Parker - è compositore e sa strimpellare il pianoforte. È perfino scopritore di talenti: Diana Krall è decollata anche per merito suo. E tuttavia, Kyle il talento autonomo ce l’ha. Lo si capisce fin dal primo brano (poi ripetuto in versione differente nell’ottava e penultima tranche),Big Noise from Winnetka. Il giovane si presenta swingando vigorosamente con bella tecnica e pregevole suono. Nel titolo (tutt’e due le volte) c’è anche papà, memore che nella vecchia edizione originale dei Bob Crosby’s Bob Cats il contrabbassista Bob Haggart si esibiva in un assolo di fischio, e perciò fischia (male) anche lui. Tutto il cd, peraltro, eseguito con piccole formazioni di volta in volta diverse, si ascolta con piacere, specie il «main title» Paris Blues che adombra il tema dolcissimo del film A Million Dollar Baby (ma allora chi ha scritto la colonna sonora? Il padre o il figlio?).

Kyle Eastwood - Paris Blues - Candid.