Kyoto, Italia condannata

La Corte europea di giustizia ha condannato l’Italia per non aver recepito nel proprio ordinamento, entro i termini prescritti, la direttiva dell’ottobre 2003 che istituisce un un sistema per la compravendita delle quote di emissioni dei gas a effetto serra nell’Ue, in applicazione del Protocollo di Kyoto. La direttiva doveva essere adottata entro il 31 dicembre 2003. Di fronte al ritardo dell’Italia, la Commissione aveva prima inviato una lettera di messa in mora al governo, poi un parere motivato. Due mesi dopo, nel marzo 2005, non avendo ricevuto una risposta soddisfacente dall’Italia, l’esecutivo comunitario ne ha chiesto la condanna per inadempienza alla Corte di giustizia. Nella sua sentenza la Corte dichiara che «non avendo adottato, entro il termine prescritto, tutte le disposizioni necessarie per conformarsi alla direttiva del Parlamento europeo, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza di tale direttiva».