L’«11 settembre» di Adriana, scienziata, mamma, schermitrice e donna in carriera

Ammesso esista una letteratura declinabile al femminile, l'ultimo libro di Adriana Albini (Il destino dell'11 settembre, Liberodiscrivere editore, 9,50 euro) ne è sicuramente un calzante esempio. Albini, primaria presso un noto istituto di ricerca, è una donna che definire in carriera è dir poco. Madre di famiglia, sempre in giro per il mondo per conferenze dibattiti congressi trova pure il tempo di scrivere romanzi a sfondo scientifico e dedicarsi alla scherma agonistica. La storia. Marta donna piacente di 46 anni (ma ne dimostra di meno) sembra perseguitata da una particolare data: 11 settembre. Proprio in quel giorno del 2001 si trova in America a poca distanza dalle Torri Gemelle; la stessa data dell'anno 1970 le ricorda un avvenimento funesto che per chi non è veneziano (come lei) fatica a memorizzare: un tremendo nubifragio scuote la Laguna uccidendo quasi tutte le persone che viaggiavano a bordo di un vaporetto, fra le quali il suo primo grande amore che mai dimenticherà. L'eroina è a Genova, dove frequenta amici e amiche che, pur nella fiction, sono riconoscibili almeno ai frequentatori di una certa mondanità genovese. Marta si vanta d'essere di sinistra (del resto soprattutto a Genova se uno non è di sinistra è niente). Frequenta personaggi e ambienti che, per chi non è del giro, dicono poco o nulla ma che nell'establishment «progressista» devono essere importanti. La stessa Marta si invaghisce di un giovane esponente di quel mondo che, ahi lei, non soltanto ha una quindicina d'anni in meno ma che pure la tiene sulla corda facendola soffrire. L'autrice offre con la stessa delicatezza di confetti serviti in piattini d'argento vere e proprie bombe di forte impatto ideologico. Albini dimostra infatti di condividere le teorie complottistiche che accusano l'amministrazione Bush di avere per «ragioni di Stato» architettato lo scempio delle due Torri. Mah! In definitiva, un libro ben scritto che si legge d'un fiato. Anche se a qualcuno potrebbe far arricciare il naso.