L’abbraccio Sdi-Radicali più forte dei no di Prodi «Se va bene Bertinotti...»

Alla convention di Fiuggi Pannella provoca Ruini mentre il Professore, perplesso, critica già i nuovi alleati

Laura Cesaretti

nostro inviato a Fiuggi

«Al cardinale Ruini voglio dire: sorrida un po’, riconosca quale ben di Dio è la vita dei giovani e dei vecchi. E si faccia una canna...».
L’irriverente invito a Sua eminenza arriva naturalmente da Marco Pannella. Il leader radicale movimenta la prima giornata della convention radical-socialista, prima tappa dell’intesa con lo Sdi di Boselli e - in futuro - il Nuovo Psi di Craxi e De Michelis, aperta ieri a Fiuggi sotto le gigantografie di tre leader della sinistra riformista: Blair, Zapatero e quel Loris Fortuna che fu padre della legge sul divorzio. E lo fa evocando i fischi («meritati») che il capo della Cei si è beccato dagli studenti senesi. Enrico Boselli, con maggior diplomazia, non è più tenero con l’uomo simbolo dell’interventismo clericale in politica: «Non provo piacere, ma penso che i fischi non fossero indirizzati al prete ma al leader politico». Perché la Cei «da qualche anno, e credo legittimamente, fa politica. Ma quando uno diventa attore politico deve saper accettare critiche e i dissensi».
Mentre a Fiuggi debutta il tandem Sdi-Radicali, a Roma si svolge il vertice dell’Unione. E in quella sede, Prodi ritira fuori le sue perplessità sull’abbraccio con Pannella. «Insomma, Enrico - dice rivolto a Boselli - i radicali me ne hanno dette di tutti i colori... Come minimo dovrebbero stare un po’ in Purgatorio». Un modo felpato per frenare l’intesa, e derubricarla a mera bicicletta elettorale. Contando sul fatto che altri commensali (da Mastella a Diliberto), hanno già spiegato, per ragioni opposte, che i radicali non li vogliono: troppo di sinistra, dice l’Udeur. Troppo di destra, il Pdci. Qualunque sia la verità, «niente collegi per loro». Ma Boselli è lesto nello smontare l’argomentazione: «Scusa Romano - dice indicando Bertinotti che gli siede accanto - ma il nostro amico Fausto, qui, te ne ha dette ben di peggio di Pannella. Ti ha anche fatto cascare il governo, eppure dallo choc ti sei ripreso, no? Ti puoi riprendere anche dalle critiche radicali». Quanto al «purgatorio», non se ne parla: «Qui c’è anche chi non crede né all’inferno né al paradiso, figuriamoci al purgatorio». Fassino e Rutelli non hanno obiezioni. La decisione finale viene comunque rinviata al «tavolo tecnico» sulle regole della coalizione, ma Prodi ha già aderito all’invito di Umberto Eco di «cacciare a calci in c...» chi dalla Cdl (leggi Nuovo Psi, ma anche ex Dc accasati con Mastella) bussa alle porte dell’Unione. Chiara Moroni reclama da Boselli una risposta chiara a Prodi, «altrimenti si svilisce il processo storico di riunificazione socialista». E Boselli non si fa pregare: non ci sono «socialisti di serie A e di serie B», a seconda che stiano col centrosinistra o con Berlusconi, e «non si può scambiare la riunificazione tra i socialisti con l’opportunismo». Anche perché, ricorda anche all’ex dc Prodi, «nel centro sinistra tutti o quasi hanno qualcosa da farsi perdonare».