L’Abi dichiara guerra al contante

Zadra: «Costano 10 miliardi l’anno». Al via un programma d’incentivi per le carte di credito

Marcello Zacché

da Milano

Lotta senza quartiere al contante. È la prossima sfida dell’Abi, l’associazione bancaria italiana. La gestione delle banconote «costa 10 miliardi di euro ogni anno» al sistema, ha detto Giuseppe Zadra, direttore generale dell’Abi, in occasione di un seminario dell’associazione, a Gubbio.
Le carte di credito italiane pesano per il 10,7% sul totale europeo (Ue a 25), ben al di sotto del peso del Pil nazionale, pari al 13,1% Mentre secondo una ricerca presentata ieri, sono a mala pena 4 su 10 gli italiani titolari di carte di credito. Una percentuale che deve crescere, secondo Zadra, incentivando anche gli acquisiti di piccola taglia (sotto i 50 euro), «compreso il giornalaio, perché no?», ha detto Zadra. L’idea, dal lato dell’«offerta», è quella di aumentare il numero dei «pos» in circolazione. Dal lato della «domanda» è quella di moltiplicare le iniziative di accumulazione di punti premio legate all’utilizzo delle carte.
Il seminario Abi è stata l’occasione per rappresentare lo stato del sistema bancario a un anno dallo choc per l’ingresso di Abn e Bnp con la conquista di Antonveneta e Bnl. E il quadro è quello di un sistema nazionale sempre più competitivo, che presenta un gruppo, Unicredit, terzo in Europa per percentuale di attivi esteri sul totale: 76%, dietro solo a Ing e Deutsche Bank, e ben davanti ad Abn e Santander. Mentre a livello di capitalizzazione, Unicredit e San-Intesa vengono preceduti solo da Bnp, Santander e gruppo Ing.
Per rendere il sistema ulteriormente competitivo, anche sul lato dei costi alla clientela, che restano la principale «zona d’ombra» delle banche italiane, l’Abi ha annunciato un’accelerazione sulla portabilità del conto corrente: entro febbraio saranno risolte le problematiche sui «rid» (le domiciliazione bancarie). Mentre per la fine del 2007 dovrebbe essere possibile trasferire automaticamente anche le utenze minori.