L’abito del Principe che sembrava preso in prestito da Andrea Bocelli

«Nervoso?», gli ha chiesto un reporter di Bild. E lui sorrideondo: «No, neanche un po’». Eppure noi al posto di Alberto di Monaco alle sue nozze civili un filino nervosi lo saremmo stati. No, non perché avrebbe incontrato tanti grandi della Terra, ma perché l’avrebbe fatto con un abito che noi non avremmo usato neppure per la prima comunione della figlia della nostra portinaia. Quando non si può dire di no per mantenere i rapporti («venga dottore che ci teniamo tanto») tiri fuori un abito grigio, magari non di Caraceni ma che cade (quasi) perfetto sulle spalle, che ha un aplombe e una forma che si adatta al tuo corpo e lo valorizza. Il principe Alberto, durante il rito civile, dovendo mostrare il suo «figurino» indossava una giacca, che forse gli ha prestato Bocelli, (colonna sonora dell’evento) gonfia e larghissima all’altezza delle spalle (sembrava quasi la cosiddetta «manica gigot») con vistosi difetti nella parte posteriore. Se non è stato il tenore ad aiutarlo, il Principe deve aver girato parecchio per trovare un sarto di quel livello (vuoi vedere che nei sotterranei del Principato adesso ci sono i cinesi che fanno riparazioni e abiti a due lire?) e per risparmiare sulle nozze reali deve aver venduto tutti gli specchi, altrimenti almeno avrebbe evitato quella cravatta color crema andata a male che neppure si notava annodata sopra la camicia bianca. Sarà per quello che William, Kate e Carlà non si sono presentati? Non hanno trovato il vestito adatto?