È l’Abruzzo l’ultima rivincita

Nel 2006 fu la regione decisiva per Prodi Schifani: «Piazza difficile, bella sorpresa»

da L’Aquila

Così l’Abruzzo passò al centrodestra. Una delle regioni ritenute cruciali fin dalla vigilia per la governabilità del Paese, ha confermato il suo ruolo decisivo, regalando al Pdl un risultato per nulla scontato. Ribaltando l’esito delle politiche del 2006, il Pdl, insieme con l’alleato Mpa, ha raggiunto alla Camera il 43,2% e al Senato il 43,6%, rispetto al 40,5% e al 41% totalizzati dal principale avversario, rappresentato dall’aggregazione di centrosinistra Pd-Idv. Una differenza intorno ai tre punti che non lascia dubbi sull’orientamento dell’elettorato e che vale i 4 senatori assicurati ai vincitori (solo 3 per gli sconfitti).
La soddisfazione in casa Pdl, dunque, è assolutamente palpabile, e le dichiarazioni di giubilo non si sono fatte attendere fin dalle primissime ore post-voto, quando il flusso costante e ininterrotto dei dati rilasciati dal Viminale ha via via preso il posto delle proiezioni. Così, anche il più tosto tra i pessimisti e il più impermeabile degli scettici ha dovuto ammettere la vittoria.
Il capogruppo al Senato uscente di Forza Italia, Renato Schifani, è raggiante: «In Abruzzo - piazza particolarmente difficile per noi - c’è stata una gran bella sorpresa: si conferma il crollo delle estreme e il rafforzamento del nostro blocco. Ciò significa che il segnale che avevamo lanciato durante la campagna elettorale è stato raccolto pienamente». Gli fa eco il portavoce di Alleanza nazionale, Andrea Ronchi: «Esprimo grande soddisfazione per il risultato acquisito nella regione abruzzese, che dimostra una grande affermazione del centrodestra; affermazione tutt’altro che scontata ma incontestabile e cristallina. Questo vuol dire una cosa sola, chiara e incontrovertibile - prosegue l’esponente di An -: il voto è stata una risposta unanime contro il malgoverno di Prodi che Veltroni, evidentemente, non ha saputo far dimenticare. Anche in Abruzzo, gli elettori non si sono fatti incantare da una campagna elettorale - quella della sinistra - che sa molto di fiction e poco di politica».
In definitiva, il risultato abruzzese per la composizione dell’assemblea di Palazzo Madama contribuisce in modo tangibile ad aprire le porte del governo a Silvio Berlusconi, nonostante si sia registrata anche qui una diminuzione dei votanti\