L’Accademia riparte da Rossini

La crisi c’è, i tagli pure, ma basta non dargli troppo retta. Galleggiare senza affanni sembra essere diventata la missione dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia che anche quest’anno festeggia il (quasi) tutto esaurito e un’invidibile attività discografica. Il programma della stagione, che parte sabato con il Guglielmo Tell di Rossini, attinge a piene mani nel repertorio per grande orchestra, pallino del direttore Pappano. Si va dal ciclo mahleriano al ritorno delle grandi bacchette Temirkanov (Requiem di Verdi a febbraio) e Gergiev (Quinta e Settima di Mahler). A dicembre la furia del giovane Matheuz si abbatterà su Rachmaninoff (piano concerto 3 e prima sinfonia). Cerchietto rosso con i pianisti Pollini (Clavicembalo di Bach a novembre) e Lang Lang che si cimenta con il primo concerto di Chopin. Parentesi pop con il Symphonicity tour di Sting che tocca l’auditorium romano il 10 novembre. Quanto all’attività discografica targata Emi c’è poco da scherzare. Lo Stabat Mater di Rossini, in uscita il 19 ottobre, suona dolce e corposo come avrebbe voluto l’autore e come l’avrebbe diretto il grande Giulini. Ci saranno poi nel 2011 una seconda sinfonia di Rachmaninoff e un’altro Stabat Mater, ma di Pergolesi. Buon ascolto.