L’accanimento sovietico contro Hess

Nel 1974 i Paesi occidentali volevano liberare l’ex numero due nazista, Rudolf Hess, visto che era, a 80 anni, l’unico prigioniero del carcere alleato di Spandau. Ma i sovietici dissero no, e sulla questione si innescò un duello diplomatico. Lo scontro è raccontato in alcuni documenti inediti degli archivi britannici, che mostrano come Usa, Inghilterra e Francia si opponessero al tentativo russo di trasformare Spandau in un «gulag» con un solo prigioniero. I sovietici però rifiutarono. Nel 1974 Robert De Burlet, governatore britannico della prigione, disse alla controparte russa: «Se lo terrete in carcere fino alla morte, avrete creato un martire che verrà ricordato non per le sue colpe, ma per l’inumano trattamento subìto». E molti gruppi neonazisti hanno poi considerato Hess un simbolo. Hess, morto suicida nel 1987 a 93 anni, era stato catturato nel 1941 quando era volato in Scozia per cercare un accordo di pace.