L’accordo Intercettazioni, pubblicabili gli atti non secretati

I giornalisti potranno pubblicare per riassunto tutti gli atti delle indagini preliminari non più coperti da segreto. È una delle principali novità emerse nel corso della riunione a Palazzo Grazioli tra i tecnici della giustizia di Lega e Pdl, dedicata al capitolo intercettazioni. La linea proposta dal presidente della commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, di ampliare il diritto di cronaca rispetto al testo attuale sembra sia stata accolta. Nel ddl, ora all’esame dell’Aula, infatti, si prevedeva il divieto di pubblicazione di tutti gli atti, fino alla conclusione delle indagini preliminari, anche se non più coperti da segreto. Nella proposta di modifica si prevedeva il carcere da uno a 3 anni per i cronisti che pubblicano intercettazioni di cui è stata ordinata la distruzione. Con la modifica introdotta ieri, la pena possibile è ridotta da sei mesi a 3 anni. Altra importante novità: i «gravi» indizi di colpevolezza necessari per richiedere l’autorizzazione alle intercettazioni diventano «evidenti».