L’accordo sul patto raffredda il mercato

Per gli analisti i vincitori sono Generali e Mediobanca. Cambio ai vertici sicurezza

Maddalena Camera

da Milano

Calano le attrattive speculative su Telecom Italia, ma si rafforza l'azionariato e la possibilità per il gruppo di portare avanti un piano di business coerente. È questo il commento degli analisti dopo il patto di consultazione tra Olimpia, Mediobanca e Generali sul 23,2% del capitale di Telecom, mentre si attendono possibili nuovi ingressi. Anche se ieri in serata l’amministratore delegato di Banca Intesa Corrado Passera ha detto di non essere stato interpellato. Capitalia potrebbe essere della partita, mentre la finanziaria bresciana Hopa difficilmente verrà invitata anche se ha intenzione di presentare una propria lista di consiglieri all'assemblea per la nomina del nuovo cda, la primavera prossima. E sullo sfondo resta sempre l’ombra del finanziere Roman Zaleski che possiede già una quota del gigante telefonico. Quanto al patto la mossa a molti è sembrata scontata. «In realtà questo accordo non cambia quanto già si sapeva - ha spiegato Oriana Cardani di RasBank - era noto infatti che Olimpia poteva contare non solo sul suo 18% ma anche sui pacchetti di Generali e Mediobanca che aumentano la quota Telecom a disposizione, rendendo molto onerosa qualsiasi scalata ostile al titolo in quanto un potenziale acquirente dovrebbe fare un’offerta sul 100% del capitale della società». Ieri dopo una prima delusione della Borsa sulla notizia della blindatura della società che aveva portato il titolo a scendere di oltre il 2% la perdita si è ridotta in chiusura all’1,08%. Secondo gli analisti di Chevreux, «i veri vincitori sono Mediobanca e Generali che hanno incorporato un premio di maggioranza nelle loro quote in Telecom senza sborsare una lira». Per Citigroup il triumvirato rappresenta una soluzione elegante per mantenere il controllo italiano del gruppo. Quanto alla possibilità di trovare nuovi investitori secondo gli analisti molto dipenderà dal futuro andamento della società. E ora Telecom senza influssi speculativi può contare soltanto sui risultati puntando sulla banda larga e sulla vendita di contenuti multimediali tanto che le trattative con Rupert Murdoch di News Corp sarebbero riprese.
Intanto ieri una frase detta dal presidente Guido Rossi sembrava presagire una rivoluzione al vertice di Telecom. In realtà l’equivoco era nato da una risposta ascoltata per metà. E la frase del cambiamento ai vertici era legata soltanto al settore sicurezza, smantellato dalla recente inchiesta sulle intercettazioni. «Non sto cambiando l’amministratore delegato» - ha poi precisato Rossi. Secondo il presidente inoltre il problema dell’insider trading e della conseguente indagine che sta svolgendo la procura di Roma non c’entra nulla con le intercettazioni ma «è legato a tutti i rapporti che sono usciti su Telecom nelle scorse settimane».