L’accusa della «Bild»: ai mondiali truccata anche Italia-Ucraina

Dopo i sospetti sul match Brasile-Ghana, dubbi anche sulla gara degli azzurri. «C’è la mano degli scommettitori asiatici»

Finché i sospetti di presunte manipolazioni del mondiale tedesco del 2006 erano caduti sull’incontro degli ottavi di finale tra Brasile e Ghana, la cosa ci aveva fatto un po’ sorridere. Credere all’idea che alcuni giocatori ghanesi abbiano intascato dei soldi per perdere contro il Brasile è impresa quanto meno bislacca: un po’ se prima di un incontro di tennis contro Nadal, loschi figuri ci avvicinassero e ci offrissero del denaro per uscire sconfitti con un rotondo triplice 6-0: con ogni probabilità non sapremmo fare di meglio anche senza l’aiutino di una ventiquattrore piena di «bigliettoni da cento».
Ma ora che salta fuori che le partite truccate non sono più una ma tre, e che una di queste comprende anche il quarto di finale tra Italia e Ucraina, la cosa non fa più tanto sorridere. Anzi mette anche un poco di rabbia. Perché, al di là del rotondo risultato finale (3 a 0, rete di Zambrotta e doppietta di Toni), quella vittoria Shevchenko e soci proprio ce la fecero sudare: dopo il vantaggio di Zambrotta, Gusin prima e Kalinichenko poi, avevano fatto vedere i sorci verdi all’intera difesa azzurra, costringendo Buffon a interventi poco ordinari e molto straordinari.
Ricapitoliamo. Sabato scorso - intervistato dal magazine tedesco Der Spiegel - il giornalista canadese Declan Hill, conscio del fatto «di stare giocando con il fuoco - annunciava che il risultato di Brasile-Ghana sarebbe stato condizionato dalle scommesse gestite da un’organizzazione malavitosa asiatica. L’incontro, valido per gli ottavi di finale del torneo, si concluse col punteggio di 3-0 per i verdeoro. Secondo le accuse di Hill, i criminali si adoperarono per ottenere un risultato «rotondo», nel quale il gap a favore del Brasile fosse superiore ai 2 gol. A mettere in contatto l’organizzazione criminale e alcuni giocatori della selezione africana, disposti a non lottare fino in fondo contro il Brasile, sarebbe stato un ex calciatore ghanese, tale Abukari Damba, ex portiere della nazionale africana e allora allenatore della nazionale under 17 ghanese, che intervistato dalla Bild ha etichettato con il bollino di «menzogna» ogni accusa, oltre a spiegare «di non essere mai stato a Bangkok», città dove secondo Hill, Damba avrebbe incontrato emissari dell’organizzazione malavitosa e manipolato il risultato del match contro il Brasile.
Ieri la Bild - che in Germania non abbiano ancora digerito la sconfitta in semifinale? - è andato oltre l’annuncio iniziale del Der Spiegel e ha rincarato la dose. Oltre alla partita dei verdeoro - sempre secondo quanto rivelato dal canadese Hill - sono sospettate altre due partite: il quarto di finale Italia-Ucraina e l’ottavo di finale Inghilterra-Ecuador (1-0). Hill si dichiara sicuro delle proprie affermazioni e preannuncia (è andata in onda nella tarda serata di ieri) un’intervista chiarificatrice. Il passato ci insegna che di queste accuse è piena la storia, presto ne conosceremo gli sviluppi anche di questa.
Intanto la Fifa non rilascia commenti in merito alle accuse di Hill. Un portavoce si è limitato a confermare che il boss della Fifa, Joseph Blatter, e il giornalista si sono incontrati: «Abbiamo bisogno di maggiori dettagli, prima di decidere o prendere posizione», le uniche parole del portavoce. Oggi Blatter sarà a Coverciano al ritiro azzurro: che il numero uno del calcio mondiale non porti gli azzurri nel cuore è cosa arcinota, oggi potremo conoscere il suo pensiero. E non stupiamoci se dalla bocca del buon «Sepp», d’improvviso dovessero spuntare delle enigmatiche frasi dal forte retrogusto accusatorio...