L’accusa Quell’assurdo silenzio sul martirio di milioni di cristiani

Iraq, Cina, India, Corea, Turchia, Sudan. E ancora Cuba, Indonesia, Pakistan, Somalia e Nigeria, le stesse società occidentali. È quasi senza confini la geografia del quotidiano martirio cui sono sottoposti i cristiani al giorno d'oggi. Mario Mauro, parlamentare europeo, ha provato a tracciarne una mappa nel libro «Guerra ai cristiani. Le persecuzioni e le discriminazioni dei cristiani nel mondo» che è stato presentato ieri sera a Genova all'hotel Plaza, in un incontro promosso dall'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. «Questa problematica purtroppo esce molto poco sui giornali - ha spiegato Massimiliano Lussana, caporedattore del Giornale e moderatore dell'incontro - finiamo così per far passare sotto silenzio atti che ci farebbero inorridire se fossero cagionati e non subiti dai Cristiani. Il lavoro di Mauro ci dà il coraggio di andare avanti in quella che è la crociata di questo millennio, una crociata al contrario, in difesa, da combattere per tutti coloro che sono perseguitati». Il libro del Parlamentare europeo, che si è distinto negli ultimi dieci anni per la sua battaglia di politico credente a Bruxelles e a Strasburgo, descrive senza censure la dura realtà di chi crede in Cristo nei Paesi islamici, a Cipro, nella «laica» Turchia, nei regimi comunisti, e presenta un vero indice delle discriminazioni che trovano spazio nel cosiddetto «zapaterismo» così come addirittura alla Corte europea di Strasburgo, che l'autore critica in modo molto diretto per la nota sentenza contro l'esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche italiane.
«Il tema della libertà religiosa non è un tema tra gli altri ma è il Tema della libertà e della democrazia - ha detto l'onorevole Mauro (nella foto, accanto a Lussana) -; e questa mia affermazione si regge sull'evidenza: un uomo che crede in qualcosa è un uomo libero perché fonda se stesso su qualcosa che è trascendente, che è aldilà del potere». L'esperienza politica di Mauro (che è anche rappresentante personale della Presidenza dell'Osce contro razzismo, xenofobia, e discriminazioni nei confronti dei cristiani) prende le mosse da certezze come questa e lui non ne vuole fare mistero, divenendo bandiera per la difesa dei valori cristiani non solo dalla violenza ma anche nei confronti del relativismo. «Non c'è dialogo tra le religioni inteso come ricerca di un compromesso - ha continuato Mauro - se io ho una fede non c'è per me una via di mezzo: creerebbe un mostro sincretista. Il dialogo esiste invece tra le culture perché esiste tra le persone, sul piano pragmatico, nel trovare ciò che unisce, più che ciò che divide». L'Europa e l'Italia devono, quindi, ritrovare il coraggio dell'autodifesa della Fede di fronte a chi, per dirla con l'autore del volume, «cerca di far fuori Dio per mettere sotto controllo l'uomo». I numeri del martirio cristiano di oggi sono d'altronde impressionanti, con 75 cristiani ogni 100 persone uccise per motivi religiosi; sono altrettanto pesanti i cosiddetti numeri del relativismo connessi con la ripresa demografica di un'Europa dove c'è un aborto ogni 23 secondi. E poi c'è l'orrore, descritto in «Guerra ai Cristiani» attraverso crude fotografie, dell'omicidio di don Santoro, ucciso in Turchia nel 2006, della decapitazione di tre quindicenni in Indonesia solo perché si stavano recando in una scuola cristiana, e delle chiese devastate a Mosul, a Baghdad o a Famagosta. «C'è un momento in cui per la mediazione non c'è più spazio - ha tuonato in chiusura dell'incontro di ieri Mario Mauro -; alla Chiesa tocca spesso tacere di fronte a determinati eventi per non vedere compromessa l'incolumità delle persone. Ma la politica non si può più tirare indietro dall'accendere la verità su certi fatti: chi siede in Parlamento ha il dovere della denuncia».