L’acqua sommerge anche il litorale: pesanti disagi tra Ostia e Acilia

Strade, cantine e garage inondati Via del Mare e Cristoforo Colombo in tilt mettono in ginocchio i collegamenti

Stefano Vladovich

Lungomare allagato, strade in tilt, auto in panne e centinaia di telefonate al 115. È ancora emergenza maltempo sul litorale romano, dove un temporale si è abbattuto con particolare violenza fin dalle prime ore di ieri. Voragini, rami crollati, cartelloni divelti, semafori spenti. La pioggia autunnale ha provocato incidenti e disagi a non finire a Ostia, Fiumicino e nell’immediato entroterra. A cominciare dai pendolari: una giornata da dimenticare per migliaia di persone che, a fatica, sono riuscite a raggiungere scuole e posti di lavoro. Impraticabile, per lunghi tratti, la statale 8, via del Mare, e la Cristoforo Colombo finita sott’acqua tra Acilia e Spinaceto. Al XV chilometro, in particolare, l’acqua ha invaso completamente la carreggiata creando una situazione di pericolo tanto da allertare la polizia municipale del XIII e XII Gruppo. Decine i mezzi fermi all’altezza di Mezzocammino o sul lungomare Caio Duilio. Ma se le strade extraurbane erano impraticabili, non è andata meglio in centro dove vie e piazze si sono trasformate in torrenti o laghi in piena. Una situazione a tratti drammatica e che il Municipio locale ha cercato di tamponare nel pomeriggio inviando una task force della Protezione civile comunale: due squadre di tecnici, nove uomini in totale, con due autobotti.
Decine le abitazioni sommerse dal fango ad Acilia, Infernetto, Longarina e Stagni (Ostia Antica). Il problema resta quello di sempre: l’impianto fognario insufficiente a smaltire le precipitazioni. Insomma, un quadro catastrofico che non preannuncia un inverno facile per i pedoni e gli automobilisti lidensi. Semiparalizzato il lungomare di levante (altezza Castelfusano e Stella Polare), via dei Velieri, via delle Zattere, via dell’Idroscalo. Disagi a non finire su via della Scafa, quotidianamente bloccata dalle auto, e su via dell’Aeroporto.
Stessa storia a San Giorgio di Acilia e Madonnetta dove la rete viaria si è trasformata in un sistema di «navigli» e canali a cielo aperto. Paura soprattutto per gli abitanti di San Francesco, a Dragona, vittime dell’alluvione del 2002 quando i canali di bonifica strariparono per un guasto alle pompe idrovore. Decine le richieste di aiuto alla sala operativa del 115. «Dalle 9 di oggi - spiegano i vigili del fuoco di via Celli - non ci siamo fermati un minuto. E gli interventi andranno avanti per giorni». Scatta anche l’allarme per gli abitanti della foce del Tevere, Idroscalo e Passo della Sentinella, minacciati dalle esondazioni del fiume.