L’addio di Bonello scopre la crisi dell’intera sinistra

Il consigliere ex Ds si alternerà con Abbundo nella presidenza del Gruppo misto

La mancata assegnazione della presidenza della commissione, seguita immediatamente dall’uscita dal gruppo regionale della Quercia e dall’adesione al «Misto»: fin troppo naturale pensare che ci sia un nesso diretto causa-effetto nella vicenda che ha per protagonista il consigliere diessino (ormai ex diessino) della Sala verde, esponente del cosiddetto «correntone», Franco Bonello. Il quale, invece, fa di tutto per smentire le interpretazioni maliziose, richiamandosi proprio al suo passato politico e tagliando corto su futuri ribaltoni nel campo del centrodestra: «Non c’è nulla di improvvisato, nel mio gesto. Da quarant’anni - spiega Bonello - mi occupo attivamente di politica, prima nel Pci, poi nel Pds, infine nei Ds. Ho fatto il medico, e contemporaneamente mi sono impegnato come dirigente provinciale e regionale del partito, consigliere comunale e provinciale di Imperia, la mia città natale. Fino all’elezione in Regione. Ma sono sempre rimasto coerente con il mio credo politico, che mi suggerisce oggi di prendere definitivamente le distanze dall’ipotesi di Partito democratico portata avanti dai Ds».
Correntone, del resto, significa più sinistra: «La mia adesione al gruppo misto - vuol chiarire ancora - va vista come distinzione dalle scelte dei Democratici di sinistra, ma non certo come salto dalla file della maggioranza a quelle dell’opposizione. Mi sentivo sacrificato, emarginato. E allora ho accelerato i tempi del distacco, anche se non pretendo che mi seguano altri compagni». Certo, il «boicottaggio» per la presidenza della commissione ha influito: Bonello non lo nega, «ma ha pesato di più - sottolinea - la sensazione di sentirsi discriminato in quanto non si è aderenti alle posizioni della maggioranza del partito. Non nego che mi sarei aspettato una maggiore considerazione, anche per rispetto degli elettori, per uno come me, unico eletto del centrosinistra nella provincia bianca per eccellenza».
Chi giudica «la fuoriuscita di Bonello come l’ennesimo sintomo di un grave malessere politico che affligge da tempo l’intera maggioranza» è il capogruppo di An, Gianni Plinio, secondo cui «la prossima volta questo malessere andrà inevitabilmente a intaccare e mettere in discussione gli assessori. Una cosa è certa: quanto più scricchiola la maggioranza, tanto più compatta è l’opposizione di centrodestra, come la forte battaglia ingaggiata anche sul piano dei tagli sanitari ulteriormente dimostra». Sugli scenari futuri, irti di difficoltà per il centrosinistra si pronuncia anche l’ex assessore e consigliere di Forza Italia, Nicola Abbundo, da tempo nel Gruppo misto (dove ora si ritroverà accanto Bonello, sei mesi ciascuno la presidenza): «La struttura monolitica dei Ds scricchiola - dichiara Abbundo - come non sarebbe mai successo in passato, a dimostrazione ulteriore delle difficoltà interne al partito, ma anche all’intera maggioranza. Il partito unico sta producendo divisioni, anziché unità». Ma siccome di partito unico si parla anche nel centrodestra, «da parte mia, attendo ulteriori progressi in questa direzione, per avere tutti gli elementi e fare una scelta ponderata. L’autunno, in questo senso, ci porterà sicuramente più chiarezza».