L’addio commosso di Blair: "Questa è la fine". Ovazione

Ora si dedicherà alla diplomazia: sarà inviato speciale del Quartetto per il Medio Oriente

Londra - «Saluto tutti, amici e nemici, questa è la fine». Se l’era sicuramente preparata nelle scorse settimane la frase conclusiva del suo commiato ufficiale ai Comuni, eppure è sembrata proprio venirgli dal cuore. Tony Blair aveva gli occhi lucidi ieri quando si è alzato in piedi alla Camera dei Comuni per ricevere una delle più lunghe standing ovation mai riservate a un primo ministro uscente. Il suo ultimo giorno di governo, dopo dieci anni, è stato un frenetico andirivieni da Downing Street a Whitehall, fino a Buckingham Palace.

In attesa che arrivasse la conferma della sua nomina ufficiale come inviato speciale del Quartetto per il Medio Oriente, giunta nel pomeriggio, i giornalisti hanno seguito mister Blair per tutta la mattinata. Lui non ha detto una parola mentre si recava in Parlamento per il suo ultimo Question Time come capo del governo. Tra il pubblico, questa volta, c’erano anche i suoi quattro figli e la moglie Cherie, tutta di fucsia vestita, con tanto di scarpette in tinta.

Nel suo discorso la commozione si è fatta sentire più volte. L’ex premier, che si è dimesso anche da deputato, ha voluto ringraziare innanzitutto i militari britannici chiedendo scusa «per i pericoli che tutt’ora affrontano le truppe in Irak». «In qualunque modo la gente la pensi sulle mie decisioni, esiste – ha detto Blair – un unico modo di pensare ai nostri soldati. Sono i migliori e i più coraggiosi». Poi ha confermato che nelle prossime settimane è previsto il ritiro di altri militari dal sud del Paese, dove si trovano attualmente circa 5.500 uomini. Fuori, nel piazzale di fronte al Parlamento, un centinaio di manifestanti salutavano con sollievo l’ultimo giorno di Blair al governo. Molti di loro erano parenti di soldati morti nel conflitto.

Diversa, insolitamente affettuosa e cordiale, l’aria che si respirava nell’aula parlamentare. Nessun attacco politico, nessuna accusa, l’opposizione compatta ha voluto tributare al primo ministro dimissionario tutti gli onori. Il leader dei conservatori, David Cameron, ha messo da parte per una volta la sua consueta vena polemica per augurare a Blair di portare a termine con successo qualunque altro incarico egli si avvii a ricoprire nell’immediato futuro. Cameron ha inoltre riconosciuto a Blair «gli importanti obiettivi raggiunti in questi dieci anni di mandato». I due si sono poi perfino scambiati dei complimenti per il loro modo di confrontarsi, sempre «educato, corretto, cortese».

Ma il ringraziamento più gradito Blair l’ha senza dubbio ricevuto dal primo ministro dell’Irlanda del Nord, l’austero reverendo Ian Paisley, che ha ringraziato il premier per «il colossale contributo dato al processo di pace nel Paese». Ai momenti di commozione si sono alternati anche attimi di ilarità come quando Blair ha rivelato di aver ricevuto a casa ieri il suo P45, vale a dire il modulo per la liquidazione di fine rapporto. Nel congedarsi dai deputati, ha osservato scherzosamente: “questa mattina ho avuto degli incontri con dei colleghi, per oggi non ho nessun altro appuntamento... né per gli altri giorni a venire».

Ma Blair non resterà con le mani in mano visto che dovrà occuparsi, nella sua nuova veste di inviato speciale del Quartetto, dell’esplosiva questione medio-orientale. L’ex premier ha definito la nuova missione «complicata, ma se ci si metterà sufficiente impegno, accadrà come in Irlanda del Nord, dove era necessario insistere su tutto». In Parlamento, per quanto riguarda il nodo medio-orientale, Blair si è limitato a dire che «l’assoluta priorità è raggiungere una soluzione basata su due Stati per risolvere il conflitto israelo-palestinese».

Dopo aver lasciato la Camera dei Comuni Blair si è recato dalla Regina per riconsegnare i sigilli di primo ministro. Un incontro piuttosto breve e formale come del resto sono sempre stati i rapporti tra i due. Alle 15 e 45, ora italiana, Tony era già di ritorno a Downing Street per l’ultimo incontro con la stampa. Tutta la famiglia ha posato per i fotografi davanti all’ingresso del numero 10 e l’ultima battuta mister Blair l’ha lasciata alla pestifera consorte Cherie, che non si è lasciata sfuggire l’occasione per l’ultima battuta sarcastica. Lei, immortalata in sottoveste nel primo giorno di mandato del marito, ha salutato paparazzi e giornalisti con un sorriso velenoso e ha detto: «Non credo che mi mancherete».

Poi, da semplice cittadino, Blair è andato alla stazione londinese di King’s Cross. A piedi, valigia alla mano, seguito da moglie e figli, ha raggiunto il binario da dove sarebbe partito il treno per Sedgenfield, il suo collegio elettorale. Intende annunciare personalmente agli elettori le dimissioni da deputato. Aspettando l’arrivo del treno, ha ricevuto le congratulazioni e i saluti dei viaggiatori.